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Potere e gestione della prima "impresa": ecco perché è bello fare il sindaco

1490 voci catastali, "fatturato" di 11 milioni di euro, centinaia di stanze e di ettari di terreno, voce in capitolo dalla culla al trapasso. Chi dirige il municipio interviene nella vita di tutti

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MONTENERO DI BISACCIA. Più bella cosa non c'è canta Eros Ramazzotti, invece il sindaco di Milano Giuseppe Sala l'ha definito "il mestiere più bello del mondo". Sicuramente è la persona più potente, che ha voce in capitolo su un patrimonio sconosciuto a tutti gli altri imprenditori, una marea di immobili e persino di terreni. Perché affascina tanto diventarlo, e soprattutto restarlo, se non fosse che per arrivarci bisogna prima farsi candidare e poi votare?
Parliamo del sindaco, anche di un piccolo paese come Montenero. Quella che segue è un'analisi di questo grande potere (e non è sempre stato così) e lo si fa quando mancano mesi alle elezioni comunali e alla presentazione delle liste. Volutamente con adeguato anticipo.
Un'analisi che dimostra come qualsiasi sindaco interviene nella vita di tutti i cittadini, dalla nascita alla morte. E interviene anche sulla vita di quei cittadini che con un misto di fatalità o anche di complesso di superiorità, ostentano atteggiamenti di indifferenza: il sindaco è già nelle loro vite, forse non ogni giorno ma c'è; che se ne accorgano o meno è un dettaglio. Anzi fa comodo al sindaco.
Primo e più banale aspetto. E lo si tratta per primo perché lo si ritiene il meno importante: il sindaco a Montenero di Bisaccia ha una delle retribuzioni più alte. Con quattromila euro al mese lordi, si colloca in cima alle fasce di reddito. Prende più di un caposquadra metalmeccanico e solo pochi dirigenti del settore pubblico si avvicinano a quella cifra. In un paese come Montenero, con il suo attuale assetto socio-economico, il sindaco è una delle persone col reddito più alto.
Potere sociale. Il primo cittadino entra per la prima volta nella vita dei cittadini pochi giorni dopo la nascita, quando invia la cartolina di benvenuto. Da quel momento può cominciare a essere presente nell'esistenza altrui, prima fortunatamente no. E da quel momento ha voce in capitolo su: asilo e scuole (tutti gli edifici sono comunali, da un po' anche l'ex asilo delle suore, gli autobus sono competenza municipale, anche se il servizio è affidato a privati), matrimonio (se si sceglie il rito civile, su quello religioso per fortuna ancora no), casa (a parte le tasse, il sindaco è colui che imposta Piani regolatori e tutti i regolamenti edilizi), divertimento (eventi estivi, natalizi ecc.), cultura (fondi comunali dedicati), sport (tranne chi va in palestra o pratica sport all'aperto, gli altri sono costretti a usare strutture comunali), politiche sociali (parte di welfare di competenza comunale). Infine il sindaco ha voce in capitolo persino nella fase del trapasso: il cimitero è comunale e perfino se si sceglie la dispersione delle ceneri dopo cremazione si può farlo dove ha stabilito il Consiglio comunale. E quindi il sindaco. Piccola digressione: a Montenero il posto indicato, obbligato, è l'area dei calanchi fra cimitero e grotta della Madonna.
Potere economico. Il Comune è nei fatti il soggetto che ha maggior "fatturato" a Montenero di Bisaccia. Il suo bilancio nel 2024 ammonta a undici milioni di euro. Significa che il sindaco, colui che in quel momento ne è a capo, è l'equivalente dell'amministratore delegato di un'azienda che in paese supera quasi del doppio le imprese private più prospere. E si fa riferimento solo a quelle che effettivamente operano sul territorio: una è di trasporti (sei milioni), una opera nel campo tessile (5,88 milioni). Più staccate una società che opera nell'alimentare (5,34 milioni), la Cantina sociale (2,58 milioni) e altre imprese (sette con fatturato da 1,45 a 2,09 milioni). Sono dati pubblici, essendo società.
In sintesi, il sindaco è di fatto colui che ha in mano l'"impresa" che "fattura" di più. Primo non solo come cittadino, ma anche come capacità di spesa e potere economico, sebbene per rappresentanza, certo non a titolo personale.
Potere immobiliare. Se si chiede al Catasto quante voci (particelle ecc.) corrispondono alla Partita Iva del Comune, esce fuori qualcosa come 1490. Nessun privato si avvicina nemmeno lontanamente a una quantità immobiliare del genere e questo può essere normale, trattandosi di ente pubblico, di tutti. Ma in cosa consiste questo enorme patrimonio comunale? Eccone una sintesi, precisando che in tema di Catasto pare ci siano parecchie particelle ancora da sistemare, accatastare, persino espropriare. Ergo: i dati che di seguito si espone, tutti ufficiali e verificabili, sono leggermente inferiori a quelli reali.
937 metri quadri di abitazioni civili, 1490 per abitazioni di tipo economico, 1241 per case popolari, persino 54 metri quadri di negozi, 654 per magazzini-depositi e 690 di rimesse. Vanno aggiunti gli immobili per i quali nelle visure catastali non sono riportate le metrature, come opifici, strutture sportive, fabbricati speciali, agricoli ecc. persino una chiesa è comunale (quella di san Paolo). Vi sono poi le cosiddette aree urbane (F/1) 21500 metri quadri. Quanto basta per affermare, senza tema di smentita, che il Comune è il primo possessore in paese di immobili. Ma ha anche parecchi terreni agricoli e per la precisione oltre 400 ettari soltanto di seminativo (singoli appezzamenti da 10 metri quadri a oltre venti ettari). Andrebbero aggiunti uliveti e vigneti (ne ha per 211 particelle) e anche terreni improduttivi (canneti ecc.). Va precisato che la quasi totalità di questi campi sono coltivati da privati, cui il Comune ha concesso l'uso. Ma ne resta proprietario e, per dare un'idea della quantità di terra che ha, basti pensare che la più grande azienda agricola montenerese possiede 268 ettari.
In conclusione, sindaco e in subordine gli altri amministratori comunali restano coloro che amministrano la più grande azienda, con più fatturato, più liquidi, più capacità di spesa, più terra e più stanze (270) fra uffici e case popolari affittate a privati. A chi riesce provi a indicare una definizione diversa da "potere". E si ribadisce, potere esercitato a tempo (e per fortuna!) e non per fini personali, ma in rappresentanza del popolo. Ma potere resta e in quanto tale può esercitare fascino. Potere aumentato dopo l'elezione diretta del sindaco, dagli anni Novanta in poi, in maniera costante.
Da qui la considerazione che "più bella cosa non c'è" di fare il sindaco, mutuando di nuovo il ritornello della canzone di Ramazzotti. Certo non c'è la finezza ritmica di un batterista come Vinnie Colaiuta, che il buon Eros volle in studio di registrazione. Certo c'è la gestione di un potere che riguarda tutti, anche chi ostenta indifferenza.
Immagine in alto generata con intelligenza artificiale Gemini

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