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Liste di leva per classe '09: la naja mai abolita, nostalgia per i grandi, inutilità per altri

I giovani nati nel 2009 entro gennaio devono iscriversi presso il municipio, un atto burocratico dovuto per legge. Ma c'è chi rimpiange il servizio militare per tutti. E chi ne ricorda la noia e l'assurdità

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MONTENERO DI BISACCIA. Ne sentono parlare dai grandi, genitori e nonni, qualche volta persino donne adulte, spesso con nostalgia che fanno fatica a comprendere appieno: eppure entro questo mese di gennaio dovranno iscriversi nelle liste di leva. E si tratta proprio di ciò che, pur dimenticato nei fatti, è ancora presente nell'ordinamento italiano: si può essere richiamati a svolgere il servizio militare, se necessario. Infatti non è mai stata abolita la leva obbligatoria, ma solo sospesa.
Come tutti i Comuni italiani, anche quello di Montenero di Bisaccia ha pubblicato l'avviso. Riguarda la "formazione della lista di leva dei giovani nati nell'anno 2009". In sintesi, i maschi nati nell'anno in questione dovranno, entro il mese corrente, presentare domanda per l'iscrizione negli appositi registri che ogni municipio è tenuto a compilare. Questo purché siano domiciliati a Montenero di Bisaccia e nati fra il 1 gennaio e 31 dicembre 2009.
Secondo i dati Istat (aggiornati al gennaio 2025) dovrebbero essere all'incirca una quarantina gli interessati. La "domanda" di iscrizione, benché si tratti di obbligo, va presentata all'Ufficio leva comunale, dai diretti interessati o dai genitori/tutori. 
Come accennato, la coscrizione militare obbligatoria non c'è più dal 2005, ma non è mai stata realmente abolita. La legge 226 del 2004, infatti, regola solo la "sospensione anticipata del servizio obbligatorio di leva". Significa che i giovani non ricevono più la cartolina precetto verde oliva o azzurro aviazione, a seconda dell'arma di destinazione, ma lo Stato italiano si riserva di tornare a spedirla in caso di necessità. Si legga guerra o emergenza che richieda l'uso massiccio di altri soldati oltre a quelli volontari/professionisti normalmente in servizio.
Da qui l'adempimento per i Comuni di stilare le liste di leva, come prevede il decreto 66 del 2010.
Un argomento che divide oggi come ieri. Per i nati prima del 1985 il servizio militare era un'incombenza, temuta o meno, ma puntuale. A diciotto anni la visita, entro l'anno successivo la chiamata vera e propria. Chi studiava poteva chiedere il rinvio e lo facevano per un anno (al netto di bocciature) gli studenti delle Superiori, per più anni quelli dell'Università. Poi la cartolina arrivava, implacabile. 
Al suo ricevimento si guardavano la destinazione e il corpo cui si era stati assegnati. Caserme sparse in tutta Italia, dove però si teneva solo il corso iniziale, poi si era spediti altrove a svolgere il servizio effettivo fino a completare l'anno. Esercito, Aeronautica, più raramente Marina, si diceva che fosse dura fare il paracadutista eppure molti ne facevano richiesta; altri provavano la carta del carabiniere ausiliario o vigile del fuoco, così da ricevere uno stipendio anziché spendere i soldi inviati da casa con i vaglia postali.
Un argomento che nella cultura di massa ha visto dedicate anche canzoni. È il caso dei Pooh con classe '58, uscita nel 1978, proprio l'anno in cui i nati nel 1958 erano chiamati a indossare la divisa.
"Soldato d'Italia / che ascolti il silenzio / parlando a una fotografia" cantava Dodi Battaglia prima di lanciarsi in uno dei suoi celebri assoli di chitarra.
Più aggressivo invece Piero Pelù quando era ancora alla guida dei Litfiba: "Un anno è un secolo, 365 croci / E la tua privazione / Mi taglia la testa". Era il 1993, la canzone si chiamava "La prima guardia", le croci rappresentavano i segni che i militari di leva tracciavano sul calendario, i giorni che mancavano alla fine della naja, all'"alba", come si diceva in gergo.
Ma allora perché, molto spesso, i grandi oggi provano nostalgia per tutto quello che sul momento si viveva come noia, costrizione, raccomandazioni, sprechi e sperperi? Sarà che "la nostalgia altro non è che un piacere distillato e persistente" secondo Mario Desiati in "Spatriati", evidentemente riesce a rendere piacevole anche ciò che non lo era quando avveniva. O quanto meno a limare sensibilmente i lati negativi e lasciare, distillare, quelli positivi. Perché ce n'erano, uno su tutti l'amicizia fraterna con persone sconosciute fino a poco prima.
Infine, c'è il brutto scherzo che giocano nostalgia e invecchiamento: ritenere le nuove generazioni imbelli, irrispettose, poco capaci, "perché noi ai nostri tempi...". E allora anche il militare andrebbe ripristinato per far capire a questi giovani di oggi cos'è la vita, il rispetto e chissà cos'altro. Corsi e ricorsi della storia: da sempre si accusano i giovani mentre si diventa vecchi.
Si volesse ripristinare la leva, si facesse in modo che i giovani non vedano gli aspetti peggiori di sé che lo Stato, quasi con strafottenza, sbatteva sul muso di chi chiamava ad annoiarsi per un anno.
Nell'immagine in alto: fotomontaggio realizzato con intelligenza artificiale Gemini

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