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Ci ha lasciato Cesare Rusciano: la discrezione fatta politica

Il professionista ed ex consigliere comunale è morto stamattina, aveva 61 anni. Ha partecipato ai momenti topici della politica montenerese nei proficui ma anche turbolenti anni Duemila

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MONTENERO DI BISACCIA. Anche se sempre un passo indietro, è stato uno degli attori di un importante periodo politico per il suo paese. Cesare Rusciano è morto stamattina presso l'ospedale Gemelli di Campobasso, dove era ricoverato da giorni. Da qualche anno lottava contro una malattia, senza per questo perdere speranza e sorriso. Ragioniere e titolare di uno studio di consulenza fiscale, avrebbe compiuto 62 anni a dicembre e come detto è stato uno dei protagonisti di una fase proficua ma anche turbolenta della politica amministrativa montenerese.
Eletto consigliere comunale nel 2000, è stato riconfermato cinque anni dopo ed ha accompagnato Giuseppe D'Ascenzo per tutti e due i mandati. Un decennio di trasformazioni, più o meno apprezzate ma innegabili: dal Piano regolatore generale, all'avvio dello sviluppo turistico alla Marina, nonché una quantità di opere pubbliche non più viste in seguito.

Del primo sindaco montenerese ad amministrare dieci anni filati è stato uno dei più assidui sostenitori, anche nei pochi ma eccome se intensi momenti di crisi, tutti avvenuti nel secondo mandato (2005-2010). Decisivo l'apporto di Cesare Rusciano a cavallo tra il 2009 e il 2010 per trovare un nuovo equilibrio politico dopo lo sfaldamento inatteso, almeno in parte, del centrosinistra di Montenero. Dopo la crisi scatenata col pretesto delle villette in edilizia convenzionata alla Marina, a seguito della quale quasi cadde con qualche mese di anticipo l'amministrazione, partecipò alle decisive riunioni che portarono a una nuova alleanza. In sintesi, c'era anche Rusciano nel famoso incontro a Termoli dove l'allora presidente della Regione Michele Iorio diede il benestare all'accordo con gli avversari che portò sul massimo scranno civico Nicola Travaglini. Ricandidatosi per la terza volta alle comunali, nel 2010 gli sono mancati dieci voti per essere eletto. Finiva così la sua decennale esperienza di consigliere comunale.
Dapprima tesserato con la Margherita, dopo la confluenza della stessa nel Partito democratico vi è rimasto fino all'ultimo. Solo due anni fa la nomina a commissario del Circolo del Pd di Montenero, carica ricoperta fino a oggi; occorrerà trovare un sostituto alla guida del partito.

Cesare Rusciano è stato inoltre dirigente dell'Us Calcio Montenero durante uno dei suoi periodi più gloriosi, gli anni Duemila, quando la squadra finiva regolarmente il campionato di Eccellenza nei primissimi posti, partecipando agli spareggi nazionali e vincendo anche due Coppe Italia regionali. Uscì dalla dirigenza, insieme ad altri esponenti politici locali, l'anno prima del passaggio in serie D. Una promozione che, ragionevolmente, fu frutto anche della buona gestione lasciata in dote ai successori in seno alla società sportiva.
Nella politica come nel calcio, Rusciano ha saputo esserci nei momenti migliori. O forse nei peggiori ha saputo mantenere certo discreto e distaccato aplomb che gli era proprio, in questo simile al sindaco D'Ascenzo cui era così legato. La moglie, i parenti, gli amici, i clienti piangono il professionista fattosi da solo e l'esponente politico che, senza balzare troppo agli onori delle cronache amministrative, era parte della squadra che guidò il paese in un decennio fondamentale. I funerali si terranno domani, domenica 7 agosto, alle 17:00 nel santuario della Madonna di Bisaccia.
Nelle foto Cesare Rusciano nel 2005, con il sindaco Giuseppe D'Ascenzo (2005) e dietro all'allora candidato sindaco Nicola Travaglini (2010)

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