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Nessuna traccia di Racanati nel fiume, la rabbia dei familiari: ora vogliamo la verità

Ennesimo esito negativo per le ricerche in acqua: né bombe né auto e corpo. La moglie: rimuovete le macerie del ponte

La Redazione
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MONTENERO DI BISACCIA. C'è chi lo ha sostenuto dal primo giorno: corpo e auto non sono nel fiume. Oggi è arrivata la conferma definitiva: Domenico Racanati non è in acqua. O almeno non è nei punti della foce del Trigno dove erano state rilevate anomalie magnetiche. La notizia arriva dall'assessore regionale alle Infrastrutture Michele Marone. E arriva all'indomani dell'avvio della bonifica bellica dell'area, atta a scongiurare l'esplosione accidentale di bombe rimaste in loco dalla Seconda guerra mondiale, quando poco distante c'è stato un campo di aviazione alleato. "Non è stata trovata né la macchina né altri residuati bellici, vi era soltanto materiale ferroso" ha spiegato Marone.
Il ponte è crollato il 2 aprile a causa dell'alluvione, da allora nessuna traccia di Domenico Racanati, pescatore di Bisceglie di 53 anni che in quel momento passava sopra il viadotto, diretto a Ortona per lavoro. Settimane di ricerca nello specchio di Adriatico antistante e nella foce, strumenti sofisticati di ultima generazione, ma nulla. Nel frattempo non è mancato chi, anche tecnici specializzati nel campo dei sinistri stradali, ha suggerito di cercare sotto le macerie. L'ennesimo esito negativo di oggi potrebbe corroborare la tesi che Fiat Bravo e corpo di Racanati siano davvero lì sotto, dopo cinque mesi.
E per questo tornano a farsi sentire anche i familiari dell'uomo disperso, in particolare la moglie Vanessa, che ha pubblicato un ennesimo appello social, dal titolo “Vogliamo la verità”. E ancora: “Se Mino non è nel fiume, deve essere cercato dove ancora non è stato possibile cercarlo fino in fondo. E c'è un luogo che non possiamo ignorare: le macerie del ponte”.
Di seguito il testo integrale dell'ultimo appello.

Dalla pagina Facebook della moglie di Domenico Racanati:
**ORA VOGLIAMO LA VERITÀ.**
Dopo più di cinque mesi di angoscia, attese e dolore, oggi è stato finalmente effettuato il controllo dei punti individuati dal magnetometro, che avevano evidenziato la presenza di metallo.
Abbiamo aspettato questo momento con la speranza che potesse finalmente darci una risposta.
Purtroppo, ancora una volta, una risposta non è arrivata.
Il controllo non ha dato esito positivo e oggi abbiamo una certezza: **Mino non è nell’alveo del fiume.**
E allora noi lo chiediamo con tutta la forza che ci è rimasta:
**DOV'È MINO?**
Dopo più di cinque mesi, non possiamo e non vogliamo accettare che questa domanda rimanga senza risposta.
Se Mino non è nel fiume, deve essere cercato dove ancora non è stato possibile cercarlo fino in fondo.
E c'è un luogo che non possiamo ignorare: **le macerie del ponte.**
Mino potrebbe essere lì. Potrebbe essere rimasto incastrato, nascosto sotto quelle macerie.
E finché quelle macerie non verranno rimosse e controllate, **noi non potremo mai avere la certezza che Mino non sia lì.**
Per questo oggi rivolgiamo un appello disperato, ma fermo, alle **istituzioni, agli organi competenti e a tutti gli organi di informazione**:
**FATE RIMUOVERE QUELLE MACERIE.**
**DISSEQUESTRATE IL PONTE.**
**PERMETTETE CHE LE RICERCHE E LE PERIZIE POSSANO PROSEGUIRE.**
Non possiamo più accettare che problemi burocratici, tecnici o di qualsiasi altra natura diventino un ostacolo alla ricerca di un uomo disperso.
**Mino non è un numero. Mino è una persona. È un marito. È un padre. È un figlio. È un familiare. È una vita che manca da più di cinque mesi.**
Voi rivolete il vostro ponte, ed è comprensibile.
**Ma noi rivogliamo Mino.**
E prima di pensare a tutto il resto, noi abbiamo bisogno di sapere se mio marito è lì sotto.
Abbiamo bisogno di poter guardare quelle macerie e dire, finalmente:
**“Abbiamo controllato. Mino non è qui.”**
Solo allora potremo andare avanti con la ricerca di una risposta.
Fino a quel momento, **nessuno può chiederci di fermarci.**
Alle istituzioni diciamo: ascoltate la nostra voce.
Alla stampa diciamo: aiutateci a farla arrivare ovunque.
A chiunque abbia il potere di intervenire diciamo: **non lasciate che Mino venga dimenticato sotto quelle macerie, senza aver fatto tutto ciò che era possibile fare.**
Noi non chiediamo miracoli.
**Chiediamo ricerche. Chiediamo risposte. Chiediamo verità.**
E continueremo a lottare.
Continueremo a chiedere.
Continueremo a cercare.
**NON CI FERMEREMO.**
Non fino a quando non avremo avuto anche l'ultima risposta possibile.
**VOGLIAMO MINO.
VOGLIAMO SAPERE DOV'È.
VOGLIAMO RIPORTARLO A CASA.**

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