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Ponte sul Trigno: lo Stato tutela le procedure o le persone? La riflessione dell'ing. Gammieri

La Redazione
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MONTENERO DI BISACCIA. Sulla pagina Facebook di un ingegnere strutturale, Maurizio Gammieri, una riflessione sulla situazione del ponte crollato dopo quasi quattro mesi. E un disperso che “non cerca più nessuno”. E su tutto una riflessione: “lo Stato tutela le persone o le procedure?”. Un intervento lungo, come lunga è l'attesa dei familiari di Domenico Racanati. E c'è il danno alla viabilità, che sta creando disagi ad operatori economici, lavoratori ecc.
Un estratto del post e in fondo  il link al testo integrale sulla pagina Facebook di Maurizio Gammieri:
MA LO STATO OGGI, COSA TUTELA? LE PERSONE O LE PROCEDURE?
Partiamo da un presupposto semplice, in uno Stato di diritto le regole servono. Ma quando la "regole" smettono di servire le persone, sono ancora utili?
A 104 giorni dal collasso del viadotto sul Trigno si è tenuto il primo tavolo tecnico in Procura; a 104 giorni c è ancora un disperso che non cerca più nessuno, la SS16 interrotta senza un orizzonte, il fiume occupato dalle macerie.
La domanda è brutale, ma inevitabile: in quale evento calamitoso avremmo accettato che prima si paralizzi tutto e solo dopo, forse, si provi a recuperare un disperso? Quando crolla una scuola, come a San Giuliano di Puglia, si scava. Quando l'Hotel Rigopiano è stato travolto da una slavina, si è scavato. Quando la Costa Concordia si arenò, si soccorsero i passeggeri e poi si recuperarono i morti. Persino quando il Kursk rimase sul fondo del Mare di Barents, in uno scenario enormemente più complesso, il primo pensiero fu quello di raggiungere gli uomini, capire se ci fossero superstiti, recuperare i corpi e restituire dignità alle famiglie. Il chi, il perché e il per come, sono venuti sempre dopo. Prime vengono le persone, poi le responsabilità.
LINK AL POST COMPLETO SU FACEBOOK

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