Dalla pagina Facebook di Angelica Racanati:
LETTERA APERTA ALLE ISTITUZIONI
LETTERA APERTA ALLE ISTITUZIONI
Sono la figlia di Domenico Racanati.
Ho letto con attenzione quanto emerso dal tavolo tenutosi in Procura. Si parla di priorità , di impegno condiviso, di accelerazione delle attività , di collaborazione tra gli enti.
Sono parole importanti.
Ma per la mia famiglia, dal 2 aprile, il tempo non è mai andato avanti.
Noi siamo rimasti lì, al giorno in cui mio padre è scomparso. Da allora conviviamo con un'assenza che nessuna comunicazione ufficiale può alleviare.
In questi mesi abbiamo ascoltato dichiarazioni, promesse, conferenze, tavoli tecnici e rassicurazioni. Abbiamo sempre scelto di avere fiducia nelle istituzioni e di attendere con rispetto il lavoro della magistratura e di tutti gli organi coinvolti.
Oggi, però, sento il dovere di dire ciò che una figlia non dovrebbe mai essere costretta a dire.
Non possiamo continuare a vivere di parole.
Ogni giorno che passa senza passi concreti è un giorno sottratto alla speranza di una famiglia che aspetta soltanto di riportare a casa il proprio padre.
Chiediamo che agli impegni assunti seguano azioni tempestive, coordinate e visibili. Chiediamo che il diritto di una famiglia ad avere risposte venga considerato una priorità reale e non soltanto dichiarata.
Non è una richiesta straordinaria.
È il minimo che uno Stato debba garantire ai propri cittadini.
Dietro ogni comunicato ci sono persone. Dietro ogni verbale c'è una famiglia che continua a soffrire. Dietro ogni rinvio ci sono giorni che non torneranno più.
Noi non chiediamo scorciatoie, né trattamenti di favore.
Chiediamo responsabilità . Chiediamo concretezza. Chiediamo che le parole pronunciate in questi mesi trovino finalmente riscontro nei fatti.
Perché il 2 aprile, per noi, non è mai finito.
E finché mio padre non sarà ritrovato, continueremo a chiedere, con rispetto ma con assoluta determinazione, che nessuno abbassi l'attenzione.
La dignità di una famiglia si tutela con la verità .
La credibilità delle istituzioni si dimostra con i fatti.
Il post sulla pagina di Angelica Racanati
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