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Angelica Racanati dopo il tavolo tecnico: non possiamo continuare a vivere di parole

La figlia del pugliese disperso dopo il crollo del ponte sulla Statale 16, a Montenero di Bisaccia, interviene sulla riunione che si è tenuta in Procura a Larino

La Redazione
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Dalla pagina Facebook di Angelica Racanati:
LETTERA APERTA ALLE ISTITUZIONI
Sono la figlia di Domenico Racanati.
Ho letto con attenzione quanto emerso dal tavolo tenutosi in Procura. Si parla di priorità, di impegno condiviso, di accelerazione delle attività, di collaborazione tra gli enti.
Sono parole importanti.
Ma per la mia famiglia, dal 2 aprile, il tempo non è mai andato avanti.
Noi siamo rimasti lì, al giorno in cui mio padre è scomparso. Da allora conviviamo con un'assenza che nessuna comunicazione ufficiale può alleviare.
In questi mesi abbiamo ascoltato dichiarazioni, promesse, conferenze, tavoli tecnici e rassicurazioni. Abbiamo sempre scelto di avere fiducia nelle istituzioni e di attendere con rispetto il lavoro della magistratura e di tutti gli organi coinvolti.
Oggi, però, sento il dovere di dire ciò che una figlia non dovrebbe mai essere costretta a dire.
Non possiamo continuare a vivere di parole.
Ogni giorno che passa senza passi concreti è un giorno sottratto alla speranza di una famiglia che aspetta soltanto di riportare a casa il proprio padre.
Chiediamo che agli impegni assunti seguano azioni tempestive, coordinate e visibili. Chiediamo che il diritto di una famiglia ad avere risposte venga considerato una priorità reale e non soltanto dichiarata.
Non è una richiesta straordinaria.
È il minimo che uno Stato debba garantire ai propri cittadini.
Dietro ogni comunicato ci sono persone. Dietro ogni verbale c'è una famiglia che continua a soffrire. Dietro ogni rinvio ci sono giorni che non torneranno più.
Noi non chiediamo scorciatoie, né trattamenti di favore.
Chiediamo responsabilità. Chiediamo concretezza. Chiediamo che le parole pronunciate in questi mesi trovino finalmente riscontro nei fatti.
Perché il 2 aprile, per noi, non è mai finito.
E finché mio padre non sarà ritrovato, continueremo a chiedere, con rispetto ma con assoluta determinazione, che nessuno abbassi l'attenzione.
La dignità di una famiglia si tutela con la verità.
La credibilità delle istituzioni si dimostra con i fatti.
Il post sulla pagina di Angelica Racanati
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