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Caso Racanati, la moglie: è ancora sotto le macerie e lo Stato ci ha abbandonato

La signora Vanessa alle massime cariche politiche: ci avete dimenticato o non vi siete mai interessati

La Redazione
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Dalla pagina Facebook della moglie di Domenico Racanati:
Oramai non mi presento più: tutti sanno chi sono.
Il mio appello è rivolto direttamente alle più alte cariche dello Stato italiano.
Siamo stati lasciati soli, senza una vera mano di aiuto nelle ricerche di mio marito, disperso nel fiume Trigno dopo la caduta del ponte del 2 aprile.
Per altre tragedie sono stati mobilitati aiuti e soccorsi straordinari. Per i sub dispersi alle Maldive sono state attivate ricerche incredibili fino a 60 metri di profondità. A Modena i rappresentanti politici sono andati personalmente ad esprimere vicinanza alle vittime e a ringraziare i soccorritori.
Per mio marito, invece? Cosa è stato fatto?
Nulla.
Lasciato lì, sotto le macerie, sotto i detriti, sotto il fango da quasi due mesi. Come se per lo Stato mio marito non esistesse.
Ma mio marito non è un numero, non è un animale dimenticato. È una persona. Un uomo. Un padre. E merita di essere ritrovato e riportato nella sua città, dalla sua famiglia che lo aspetta ogni giorno, dalle sue figlie.
Una situazione simile non è accettabile.
C’è bisogno di un aiuto più forte nelle ricerche. I Vigili del Fuoco e la Guardia Costiera stanno facendo il possibile ogni giorno, e li ringrazierò SEMPRE per il loro impegno, ma purtroppo ancora senza risultati.
Io, da moglie, chiedo con tutta me stessa un incremento immediato delle ricerche: più uomini, più mezzi, più attrezzature che possano aiutare a capire dov’è finito mio marito. Non può essere sparito nel nulla. Lui è lì, da qualche parte.
Lo Stato ci ha abbandonato.
Signora Giorgia Meloni, Signor Sergio Mattarella, Signor Matteo Salvini: confido nel vostro aiuto. Ci avete dimenticati, o forse non vi siete mai davvero interessati al nostro caso.
Vi chiedo di ascoltarci. Vi chiedo un gesto concreto.
Per Mino.
Per mio marito.
Per sempre.
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