MONTENERO DI BISACCIA. Anche in paese si stanno registrando tentativi di truffa con i falsi messaggi via Whatsapp. "Ciao (nome) mi presteresti 600 euro? Devo pagare urgentemente il notaio, ma ho dei problemi con il conto. Ti restituirò i soldi tra un paio d'ore, ok?". Questo il testo che arriva da un numero che si ha in rubrica, di persona conosciuta. Se non si sospetta subito, si rischia di credere che davvero si tratti della persona conosciuta e di cui si ha il numero. Perché in realtà si tratta di un cosiddetto hackeraggio: qualcuno si è impossessato del suo profilo Whatsapp e sta inviando messaggi, a suo nome e all'apparenza normali, ai suoi contatti.
Un tentativo di truffa dal quale mette in guarda anche la Polizia postale.
"I malintenzionati, dopo essere riusciti a prendere il controllo di un profilo WhatsApp – si legge sul sito internet -, inviano messaggi ai contatti della vittima fingendo una situazione di emergenza o un problema improvviso (ad esempio difficoltà economiche, necessità urgenti o imprevisti), accompagnati da una richiesta di denaro.
La truffa fa leva sul fatto che il messaggio sembra provenire da un contatto conosciuto e fidato, inducendo le vittime ad abbassare il livello di attenzione e a effettuare pagamenti o trasferimenti di denaro".
Se si cade nella trappola i truffatori inviano le istruzioni per effettuare il pagamento spacciato per prestito, attraverso un conto per esempio.
Seguono i consigli della Polizia postale:
- verificare sempre l’autenticità delle richieste di denaro, contattando direttamente la persona tramite una chiamata o un altro canale.
- attivare la verifica in due passaggi su WhatsApp per aumentare il livello di protezione del proprio account.
- segnalare e bloccare i messaggi sospetti direttamente all’interno dell’applicazione.
- informare tempestivamente il contatto qualora si sospetti che il suo account sia stato compromesso.
In definitiva, "in presenza di richieste di denaro ricevute tramite chat è fondamentale mantenere un atteggiamento prudente e verificare sempre l’autenticità del messaggio, anche quando sembra provenire da un contatto conosciuto. È importante prestare attenzione a link e comunicazioni inattese e tutelare i propri account evitando la diffusione di codici di verifica, credenziali di accesso o informazioni personali, che potrebbero essere utilizzate dai truffatori per perpetrare ulteriori frodi". Questi i consigli della Polizia (link alla pagina).
I sistemi usati per violare i profili WhatsApp altrui sono diversi, dal messaggio in cui si chiede di fornire il codice di verifica Otp a malware e spyware inoculati tramite link infetti o download da fonti non sicure. Pertanto è il caso di non condividere il proprio codice di verifica a 6 cifre con nessuno, nemmeno amici o familiari; abilitare la verifica in due passaggi (two-step verification) nelle impostazioni di WhatsApp per un ulteriore livello di sicurezza; controllare regolarmente i dispositivi collegati al proprio account WhatsApp tramite la sezione "dispositivi collegati" nelle impostazioni.

