MONTENERO DI BISACCIA. Il Museo ipogeo dell'olio diventa realtà. A sancirlo la delibera di giunta comunale che, lo scorso 5 ottobre, ne ha ufficializzato l'istituzione.
Si tratta del frantoio sotterraneo, realizzato a metà Ottocento in via Regina Margherita e perfettamente conservato, tanto da essere regolarmente visitato nelle occasioni in cui è aperto al pubblico. A fine 2025 è stato donato al Comune, che a questo punto ne istituzionalizza lo status di museo, come di fatto è già da alcuni anni.
Con la delibera, l'amministrazione comunale istituisce "il Polo museale denominato Museo opogeo dell’olio, finalizzato alla tutela, valorizzazione e diffusione della storia rurale e della tradizione olearia locale". Un primo passo per "valorizzare tale patrimonio archeo-industriale" per arrivare "alla conservazione, alla ricerca, alla didattica e alla fruizione turistica".
Il frantoio sotterraneo (ipogeo) si trova come detto in via Regina Margherita, nel centro storico e nel posto che, fino al diciannovesimo secolo, ha rappresentato la piazza del paese. L'abitato finiva infatti nei pressi del palazzo Luciani e l'intera piazza della Libertà, oggi centro, non c'era. Il frantoio fu costruito intorno a metà Ottocento, ricavato scavando la roccia arenaria tipica del posto. Misura circa centoventi metri quadri, su due livelli ai quali si accede attraverso uno stretto vicolo e scendendo delle scale. Quello che oggi sarebbe considerato un insormontabile ostacolo logistico, ai tempi pare fosse un vantaggio: era difficile rubare olive o olio già prodotto.
Caratteristica dei locali interrati è il mantenimento della temperatura pressoché costante per tutto l'anno fra i 15 e i 20 gradi. Le macine erano di pietra e trainate da animali, mentre il sistema di estrazione era del tipo a presse. Queste ultime erano di legno e munite di grosse viti senza fine dello stesso materiale, agendo sulle quali – a mano e facendo leva con un bastone - si abbassava la piattaforma che spremeva la pasta di olive. Sarà pure tecnica antica, ma l'impressione che si ha durante la visita è che quelle gigantesche presse, volendo, potrebbero funzionare ancora oggi.
Il frantoio ipogeo è stato chiuso e praticamente sconosciuto ai monteneresi per decenni, finché su iniziativa della Pro Loco e disponibilità dei proprietari non è stato mostrato al pubblico, in particolare durante la manifestazione estiva "Notte nel borgo antico". Più di recente la donazione al Comune e adesso la denominazione ufficiale di "Museo ipogeo dell'olio".
Nelle foto alcuni particolari del frantoio ipogeo, foto di Giuseppe D'Aulerio