Riceviamo e pubblichiamo dal sindaco di Mafalda Egidio Riccioni:
UNA VICENDA PERSONALE, UNA RIFLESSIONE DA SINDACO
Questa volta voglio raccontarvi una vicenda che mi è capitata personalmente. Mi sono imbattuto in un autovelox installato dal Comune di San Martino in Pensilis lungo la strada statale che va da Termoli a Larino, una strada a circa 10 km dal centro abitato. Ho ritenuto contestare la sanzione e ho dovuto affrontare due grandi di giudizio in quanto il Comune aveva fatto appello al primo giudizio, vinto da noi, e grazie all'assistenza dell'avvocato LUIGI CARLO DE CESARE, che ringrazio pubblicamente per avermi assistito nei due gradi di giudizio con grande competenza e professionalità abbiamo vinto. Ma al di là della mia vicenda personale, vorrei che questo episodio diventasse l'occasione per una riflessione più ampia. Quando un Comune decide di installare un autovelox, qual è il principale obbiettivo che deve perseguire? La sicurezza stradale o il rischio che lo strumento venga percepito come un modo per aumentare le entrate? Fare cassa? È una domanda che rivolgo soprattutto a noi amministratori. In circa vent'anni da Sindaco, mi sono sempre rifiutato di utilizzare gli autovelox con logica che potesse apparire come un modo per colpire indiscriminatamente chi è costretto ogni giorno a percorrere le nostre strade per andare a lavorare o altre esigenze. Una multa può rappresentare per una famiglia un sacrificio enorme in molti casi può arrivare a incidere pesantemente sul bilancio familiare mensile di chi vive del proprio stipendio. La sicurezza stradale è sacrosanta e va tutelata con ogni mezzo previsto delle leggi. Ma credo che sicurezza e prevenzione debbano venire prima della sanzione. Il mio auspicio, da Sindaco e da cittadino, è che tutti noi amministratori ci interroghiamo sull'utilizzo di questi strumenti e sulle loro effettiva finalità. Per quanto mi riguarda, ritengo che il controllo del territorio comunale debba essere garantito con la presenza e l'attività della polizia locale, mentre sulle strade statali e provinciali debbano essere assicurati e controllati dagli organi di polizia competenti, che svolgono questo compito con professionalità e responsabilità. Non è una battaglia contro le multe e non è una difesa di chi viola i limiti di velocità. È una riflessione sul modo in cui esercitiamo il nostro ruolo di amministratori e sul rapporto che vogliamo avere con i cittadini. La sicurezza stradale deve essere un obbiettivo reale, non soltanto un principio scritto nei provvedimenti. Mi auguro che questa mia esperienza (che per una multa ho dovuto affrontare due gradi di giudizio, con costi notevolmente superiori alla multa) possa servire ad aprire un confronto serio e costruttivo tra amministratori e cittadini. Perché amministrare significa anche avere il coraggio di porsi delle domande.
Egidio Riccioni
Sindaco di Mafalda