Via Turati e l'abbandono pluridecennale: gli occhi del lettore

Tombini spacca coppe, vegetazione selvaggia stile Chernobyl, così si presenta la strada che un tempo ospitava la Statale 157

La Redazione
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21/09/2026
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Attualità
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MONTENERO DI BISACCIA. Mancasse una delle cinque w considerate fondamentali nel giornalismo, in particolare quella che indica il luogo, si potrebbe pensare a uno scorcio di Chernobyl. Abbandono e natura che, a modo suo e selvaggiamente, si riprende ciò che l'uomo ha ritenuto suo in passato. Ma anziché nella città ucraina devastata dal disastro nucleare quaranta anni fa, ci si trova a Montenero di Bisaccia. E a rendere via Filippo Turati come mostrano le diverse foto inviate da un lettore è stata, più semplicemente, la mancanza di interventi in loco da decenni.
Erbacce, cespugli, canne, tombini fuori posto, scalini longitudinali alla carreggiata che a prenderli giusto in mezzo si rischia la coppa dell'olio dell'auto. E dove l'asfalto è messo meglio è consumato come può esserlo dove non si fa nulla da una trentina di anni, se non di più.
Qualche tombino si eleva dalla sede stradale per dieci e passa centimetri. Se vi finisce contro uno pneumatico addio copertura, cerchione e forse anche qualche parte meccanica. Se succede a un ciclista o motociclista il capitombolo in avanti è ben più che una remota probabilità.
E pensare che prima che diventasse via Turati è stato il percorso della Statale 157, negli anni Settanta deviato più a monte, dove passa tuttora. Divenne pertanto una strada comunale e fu intitolata al politico socialista perché altre due vie lo furono ad altrettanti esponenti nazionali della Democrazia cristiana e del Partito comunista: Alcide De Gasperi (la via più importante) e Antonio Gramsci.
Pressoché disabitata fino agli anni Ottanta, oggi via Turati ospita le case popolari Iacp, oltre ad altre abitazioni private. C'è anche qualche attività economica, per raggiungere la quale si usa l'ingresso dalla parte opposta, dallo stadio. Anche lì occorre schivare fossi e scalini ma, sarà l'impressione, sembra ce ne siano di meno.
I residenti sostengono di essersi lamentati da tempo con l'amministrazione comunale per lo stato in cui versa la loro strada. Dopo la nuova illuminazione di due anni fa più niente.
Chissà, forse prima o poi si interverrà. Nel frattempo meglio percorrere gli ottocento metri di via Turati con motocicletta da cross, auto da fuoristrada, in caso di bicicletta ovviamente mountain bike. E chissà che a qualche regista non venga in mente di girarvi le scene di qualche film apocalittico; qui sarebbe possibile, almeno la radioattività non c'è, come a Chernobyl.
Il reportage del lettore:



 

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