Il mistero di Racanati e il ponte infinito: cinque mesi di attesa e angoscia

Cronologia dal crollo e la scomparsa del 53enne il 2 aprile al nulla di fatto con le ultime verifiche in acqua. Corpo e auto sono sotto le macerie che nessuno ha ancora toccato?

Rossano D'Antonio
09/09/2026
Cronaca
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MONTENERO DI BISACCIA. Un dramma viario ed economico, ma soprattutto una famiglia che a duecento chilometri di distanza vive un'angoscia che perdura da oltre cinque mesi. E della quale non si intravede una via d'uscita a breve termine. Che fine ha fatto Domenico Racanati? È ancora sotto le macerie del ponte crollato mentre vi transitava, guidato verso il suo destino da un algoritmo? Domande che diventano più insistenti dopo l'esito negativo della bonifica dei giorni scorsi. Una verifica più attenta ha dimostrato che certe masse metalliche individuate, alla foce del Trigno, non erano né bombe né la macchina. Tant'è che la tesi che auto e corpo possano essere sotto le macerie, da alcuni sostenuta fin dai primi giorni, torna in auge.
Quella che segue è la cronologia dei fatti principali che riguardano il crollo del ponte da aprile a oggi, 9 settembre.
2 aprile 2026: dopo tre giorni consecutivi di pioggia, intorno alle nove del mattino, crolla il ponte sul Trigno lungo la Statale 16, in territorio di Montenero di Bisaccia. Due campate vanno giù, tonnellate di calcestruzzo finite nel fiume. Mentre è surreale e a tratti beffarda la scena che mostra i guard rail resistere, sia pur piegati verso il basso, collegano ancora i due monconi di ponte.
Il duro colpo alla viabilità è facilmente intuibile. Strada molto trafficata da pendolari, studenti, operatori di ogni settore e, nel periodo estivo ma non solo, migliaia di turisti. Si stima un traffico di diecimila mezzi al giorno, fra leggeri e pesanti. Due i presagi: tempi lunghi per la ricostruzione, danno economico rilevante per le imprese locali e disagi per tutti. Non è tutto: nel pomeriggio arriva la notizia più terribile.
Due auto erano in transito sul ponte nei momenti in cui stava cedendo e una è finita giù. Le ricerche sono coordinate dalla Procura di Larino, che al fascicolo per crollo colposo unisce quello per omicidio colposo. Il luogo del crollo diventa da questo momento un via vai, che durerà settimane, di mezzi dei Vigili del fuoco, della Guardia costiera e delle altre forze dell'ordine.
Il nome della persona dispersa si scopre nello stesso pomeriggio, grazie all'appello della figlia sui social: si tratta di Domenico Racanati, di Bisceglie, 53 anni non ancora compiuti, di professione pescatore. Stava andando a Ortona per lavoro, dalle nove del mattino si sono perse le sue tracce e l'ultima localizzazione tramite applicazione smartphone sarebbe proprio sul ponte crollato.
3 aprile 2026: è ritrovato il paraurti della Fiat Bravo con ancora attaccata la targa. Ogni flebile speranza che non sia finito giù a questo punto è svanita. Sul posto arriva la procuratrice di Larino Elvira Antonelli, che spiega alla stampa come l'uomo sia arrivato al ponte tramite strade secondarie, guidato dal navigatore. La Statale 16 era difatti chiusa nel tratto precedente il viadotto, ma non perché si temesse il crollo (non previsto da nessuno), bensì perché allagata. La magistrata è ripresa con la classica selva di microfoni affamati di dichiarazioni. Non lontano da uno dei monconi del ponte sono infatti assiepati cronisti e cameraman di tutti i media nazionali.
Presto, molto presto, a occuparsi del crollo, e soprattutto della scomparsa di Racanati, rimarranno solo i media regionali e locali. Per mesi.
Da questo momento, per parecchi giorni, ogni mattina alle 8:00 arrivano sul posto Vigili del fuoco, Guardia costiera, forze dell'ordine. 
6 aprile 2026: Monteneronotizie pubblica un video realizzato con drone da un lettore. Sono tornati sole e calma, si vedono perfettamente i detriti del ponte. Il livello del Trigno è sceso e lo farà ancora, mostrando le due campate adagiate sul letto del fiume. Le ricerche proseguono in acqua, tramite sommozzatori, speleo alpini fluviali, strumenti per scandagliare il fondale, droni. Le speranze di trovare Domenico Racanati sono ancora vive.
7 aprile 2026: il detto che i guai non arrivano mai da soli non si smentisce. Si riattiva la grande frana di Petacciato che, come trentacinque anni prima spezza in due l'Italia. Chiudono infatti Statale 16 (anche lì), Autostrada A14 e Ferrovia. Il sistema viario è in tilt, migliaia di automobilisti e camionisti sono costretti a uscire dal casello di Montenero di Bisaccia-Vasto Sud e percorrere strade interne. Surreale la scena che si vedrà lungo la Statale 157 fra Montenero e Tavenna-Palata: una scia infinita di auto, e di luci una volta calata la sera, laddove normalmente si può passeggiare a piedi senza rischio di essere investiti.
Monteneronotizie pubblica un video, realizzato con drone da un lettore, che mostra l'Autostrada deserta.
Accanto ai detriti del ponte, a Montenero, e sulla grande spaccatura causata dalla frana, a Petacciato, arriva il gotha politico nazionale, in particolare il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Annuncia la ricostruzione del ponte entro l'anno. Non andrà così.
9 aprile 2026: a sette giorni dal crollo le ricerche di Racanati proseguono. Personale specializzato dei Vigili del fuoco perlustra l'area sotto il ponte, mentre continuano le ricerche in acqua, che a breve saranno estese anche allo specchio di mare antistante la foce.
11 aprile 2026: su Monteneronotizie proviamo a ricostruire il tragitto percorso da Racanati nove giorni prima, forti di indiscrezioni trapelate dagli ambienti investigativi. Questa prima ipotesi di tragitto contiene un'inesattezza, sebbene non grave e che non cambia nella sostanza la ricostruzione.

In particolare, com'è arrivato al ponte visto che la Statale 16 era chiusa già a Petacciato Marina, cioè alcuni chilometri prima? Un accenno al navigatore che lo ha portato su strade secondarie lo ha già fatto la procuratrice Antonelli all'indomani del crollo. E difatti è tutta sul navigatore che si giocherebbe la tragica partita.
Racanati arrivato alla rotatoria di Petacciato Marina avrebbe trovato il divieto di transito. Questo, va precisato per l'ennesima volta, non era stato posto dall'Anas perché si temesse il crollo del ponte, ma perché la strada era allagata, poco dopo, precisamente in territorio di Montenero di Bisaccia.
Racanati avrebbe seguito le indicazioni del navigatore, pertanto, che dopo qualche chilometro gli avrebbe indicato di svoltare a destra, verso una stradina comunale chiamata Francesca Barba. Una via conosciuta solo o quasi dagli agricoltori che vi lavorano, trovandosi nel mezzo della tenuta Di Vaira. Con ogni probabilità il navigatore satellitare ha scelto il tragitto più breve, ma all'algoritmo è sfuggito che così non solo faceva percorrere una via di campagna, ma anche che poco dopo avrebbe riportato sulla Statale 16. In particolare poco prima del ponte. E del destino.
Davanti a sé il 53enne di Bisceglie aveva un'altra auto, anch'essa probabilmente guidata dal navigatore. La strada interpoderale ha due sbocchi, dei quali uno accanto al distributore di benzina lungo la Statale 16. Qui le due auto sarebbero passate, rientrando sulla Statale due chilometri dopo il divieto. Racanati, ragionevole supporre, potrebbe non essersi nemmeno accorto di essere tornato sulla stessa strada, non essendo del posto. Qualche minuto dopo le due auto sono passate sul ponte, la prima è riuscita ad attraversarlo, la seconda no. Era una Fiat Bravo di colore chiaro.
Nel frattempo le ricerche continuano, anche con l'uso del "Side scan sonar", un ecoscandaglio ad alta precisione, utile poiché l'acqua è ancora torbida. Ma ancora nessuna traccia.
14 aprile 2026: un perito industriale che si occupa di consulenze nel campo del lavoro, infortunistica ecc. è il primo a rompere pubblicamente il tabù: Racanati potrebbe trovarsi sotto le macerie. Una tesi che col passare delle settimane, e dei mesi, vedrà crescere i sostenitori, ma che a dodici giorni dal crollo parecchi ritengono fin troppo azzardata.
15 aprile 2026: Monteneronotizie pubblica foto e video molto ravvicinate delle macerie del ponte. Le tonnellate di calcestruzzo sono quasi coperte da metri cubi di ceppi, rami, tronchi e ogni genere di detriti che un fiume può trasportare con la piena. Può essere lì sotto l'auto con il corpo? Questa la domanda.
17 aprile 2026: la signora Vanessa, moglie del disperso, pubblica sui social un video in cui chiede che si continuino le ricerche e di non essere lasciata sola nell'angoscia che da due settimane tiene in ostaggio lei e gli altri familiari. Sarà il primo di tanti appelli.
22 aprile 2026: il fratello di Domenico Racanati, Alessandro, parte da Bisceglie e arriva fino alla transenna che chiude la Statale prima del ponte. È soltanto primo di tanti viaggi verso il luogo dove ha perso il congiunto. Registra un video in cui afferma, con veemenza, che corpo e auto non possono essere in acqua. Impossibile che una tale massa metallica sia finita così al largo. Esorta a cominciare le ricerche sotto le macerie. Invece si continua in mare.
23 aprile 2026: Angelica, la figlia, lamenta la poca attenzione e il fatto che non siano informati i familiari sull'esito delle indagini. Nel frattempo la vicenda è discussa in Senato, tramite un'interrogazione di Dario Parrini, del Partito democratico.
30 aprile 2026: il senatore molisano Costanzo Della Porta annuncia lo stanziamento di venti milioni di euro per ricostruire il ponte.
3 maggio 2026: interviene in video anche la madre di Domenico Racanati: "mio figlio non deve restare neanche un altro giorno lì sotto". È passato un mese dal crollo e il fratello dice "non possiamo più aspettare, vogliamo che si inizi a rimuovere tutte quelle macerie". Vale la pena di fare attenzione alle date.
15 maggio 2026: annunciato l'arrivo di uno speciale metal detector, con la speranza che si riveli più efficace del sonar.
18 maggio 2026: la moglie Vanessa evidenzia la differenza di trattamento riservata a lei rispetto alle vittime della tragedia di Modena, dove un'auto è piombata sulla folla. Massima attenzione mediatica e istituzionale lì, silenzio verso il disperso del Trigno.
19 maggio 2026: nemmeno il magnetometro marino ai vapori di cesio cambia il quadro, di auto e corpo nessuna traccia.
26 maggio 2026: la signora Vanessa, ancora una volta, si lamenta per quello che ritiene un trattamento discriminatorio nei suoi confronti. I sub italiani morti alle Maldive trovati in una settimana nei cunicoli sottomarini, "per mio marito nessuno fa niente".
2 giugno 2026: giorno di festa, ma non in casa Racanati. La moglie pubblica un appello: "oggi sono due mesi senza te".
3 giugno 2026: del caso si occupa anche la celebre trasmissione di Rai 3 "Chi l'ha visto".
4 giugno 2026: si continua a cercare, ma sempre e solo in acqua, anche con un moderno MagArrow. Si tratta di un magnetometro che, sorvolando la superficie di fiume e mare, è in grado di individuare masse metalliche. Non dà nessun esito.
17 giugno 2026: la Procura di Larino annuncia di aver convocato un tavolo tecnico per il 15 luglio. Invano la famiglia raccoglierà le firme, attraverso una petizione online, per trovare una data più vicina.
21 giugno 2026: il sindaco di Petacciato Antonio Di Pardo lamenta l'esclusione dal tavolo tecnico della Procura e avanza una proposta per bypassare il ponte crollato: ricavare una bretella provvisoria su due delle corsie dell'Autostrada.
24 giugno 2026: Monteneronotizie pubblica una mini inchiesta sugli effetti negativi sul turismo alla Marina di Montenero.
26 giugno 2026: il sindaco di Vasto Francesco Menna scrive ad Anas e Ministero affinché si trovino soluzioni.
30 giugno 2026: la minoranza consiliare di Bisceglie presenta una mozione per far partecipare l'amministrazione al tavolo tecnico e per trovare soluzioni per assistere economicamente la famiglia di Racanati. Non se ne farà nulla.
2 luglio 2026: a tre mesi dalla scomparsa non manca l'appello della figlia Angelica: "non smettiamo di lottare".
7 luglio 2026: Confesercenti Abruzzo e Molise parlano di imprese in ginocchio a causa del ponte interrotto.
15 luglio 2026: tavolo tecnico in Procura a Larino, si comincia a parlare di ricostruzione. L'area è sotto sequestro dal 2 aprile, ma si cominciano a concedere i permessi per operare vicino alle macerie. I tempi si prevedono lunghi.
21 luglio 2026: la moglie scrive sui social: "Mino, oggi è il tuo compleanno e avrei voluto potertelo dire guardandoti negli occhi. Invece affido queste parole al mio cuore, con la speranza che in qualche modo possano raggiungerti".
27 luglio 2026: si torna a parlare di bypass usando due corsie dell'Autostrada.
2 agosto 2026: quattro mesi dal crollo, la moglie: "manchi come l'aria".
8 agosto 2026: per la prima volta si interviene sui ruderi del ponte, anche se limitatamente a una recinzione dell'area.
13 agosto 2026: la Regione Molise annuncia un finanziamento di 35mila euro per bonificare l'area dalla presenza di eventuali ordigni bellici. Nella spianata a sud del ponte, difatti, nel periodo 1943-1944 c'è stato un campo di aviazione alleato, chiamato Cutella. Il timore è che alcune masse metalliche, rilevate nella foce, possano essere bombe rimaste lì da ottanta anni.
14 agosto 2026: tavolo tecnico nel municipio di Montenero di Bisaccia, partecipano esponenti regionali di Molise e Abruzzo, sindaci di Montenero e Petacciato. Fa discutere l'auto blu di uno dei convenuti lasciata sul parcheggio rosa, destinato a donne in gravidanza o neo mamme.
27 agosto 2026: a Petacciato nasce il comitato Ridateci il ponte. In pochi giorni la petizione online supererà le diecimila adesioni.
1 settembre 2026: la Regione Molise affida a una ditta specializzata i lavori di bonifica bellica.
7 settembre 2026: inizia la bonifica bellica.
8 settembre 2026: se ne conosce l'esito: in acqua non ci sono né bombe né, soprattutto, auto e corpo di Domenico Racanati. La moglie, quando sono passati più di cinque mesi, scrive: "Abbiamo aspettato questo momento con la speranza che potesse finalmente darci una risposta. (…) oggi abbiamo una certezza: Mino non è nell’alveo del fiume. Dopo più di cinque mesi, non possiamo e non vogliamo accettare che questa domanda rimanga senza risposta. Se Mino non è nel fiume, deve essere cercato dove ancora non è stato possibile cercarlo fino in fondo. E c'è un luogo che non possiamo ignorare: le macerie del ponte".
Questa la cronologia, finora, di una vicenda che si trascina dal 2 aprile.







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