Neviera: dalle battaglie di "Orzowei" a quelle legali per farne una piazza

Simbolo del boom edilizio di fine '70, poi la tribolata riqualificazione e infine la memoria secolare che sopperisce alla mancanza di un nome

Rossano D'Antonio
25/08/2026
Cultura
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MONTENERO DI BISACCIA. Quando è stata scattata la prima delle foto proposte si sapeva già che il verde pubblico avrebbe preso il posto dei bancali di cemento. Qualche problema si è riscontrato con la tempistica, ci sono voluti decenni, ma era difficile prevederlo, almeno allora.
Si può ripercorrere attraverso vari scatti fotografici la storia di una parte del paese. Una storia travagliata, come talvolta capita.
L'area è lo spiazzo in viale Europa, dove c'è maggior densità di condomini e popolazione. Un posto chiamato "Neviera" perché prima che arrivassero frigoriferi e congelatori vi si conservavano neve e ghiaccio in appositi pozzi. Poi è arrivato il secondo boom edilizio in quel di Montenero, correva la fine degli anni Settanta. Durerà fino ai primi anni Ottanta, dando un forte impulso all'edilizia condominiale: grossi palazzi, spese in comune divise, box garage e addio a vecchie case del centro o della zona storica. L'area più urbanizzata diventava così quella che fino a poco prima era totalmente selvaggia. La collina della Neviera, difatti, era una sorta di pendio boschivo nella parte che dà su via D'Annunzio. Bambini e ragazzini ci giocavano a Orzowei o Tarzan. Poi accadde che al posto di immaginari nemici, belve feroci e coccodrilli dovettero fronteggiare gru, ruspe, muratori e carpentieri, che ebbero la meglio.
Il piazzale ripreso nelle varie foto si trova proprio al centro del complesso di condomini. Nel 1979 il costruttore stipulò una convenzione con il Comune e, quale onere di urbanizzazione, avrebbe ceduto la piazzetta completa di arredi e verde pubblico. 
Di lì a qualche anno le cose non andarono per il meglio e l'impresa dapprima ebbe difficoltà economiche, poi fu dichiarato il fallimento. Tant'è che la curatela durava ancora quando, nel settembre 2002, cioè ventitré anni e nove sindaci dopo, in Consiglio comunale si discusse finalmente della piazzetta. L'amministrazione arrivava alla conclusione che ci fosse una sola via percorribile: comprare l'area. Anzi, ricomprarla, perché legalmente era già sua, ma far valere questo diritto avrebbe significato continuare una battaglia giudiziaria dall'esito lungo e persino incerto. La zona era già la più popolosa di Montenero e, al posto di aiuole e panchine, vi erano ancora alberi di ulivo. Di piccola taglia, è vero, ma bastarono per far ipotizzare il nome della nuova piazza: degli Ulivi. Non andrà così, ma di questo si parlerà fra alcune righe.
L'amministrazione guidata da Giuseppe D'Ascenzo, pertanto, sborsò ventimila euro per quel terreno, valutato come se fosse agricolo. La moneta unica era solo da qualche mese in vigore, in Consiglio comunale si pensò bene di specificare l'importo anche in lire (un po' meno di quaranta milioni). Così come si indicò in duecento milioni (103mila euro) il costo complessivo dell'opera una volta terminata.
I lavori iniziarono nel luglio 2004 e forse non a caso, poiché nella primavera successiva ci sarebbero state le elezioni comunali. C'era da sbrigarsi. Nell'opuscolo sulle opere realizzate che la maggioranza uscente diffuse c'era anche "riqualificazione della piazza Niviera". Le porchette sarebbero arrivate solo molti anni dopo, con l'attuale maggioranza, ma la presentazione all'incasso elettorale di opere e servizi si osservava già.
L'enigma del nome. La proposta del 2002 di chiamarla piazza degli Ulivi poi non ebbe applicazione. In casi del genere, è noto, a sopportare i disagi del cambio di indirizzo sarebbero i residenti. Forse per questo nessuna delle quattro giunte successive ci ha mai messo mano. Avrebbe significato irritare chi, da un giorno all'altro, si sarebbe trovato ad abitare in piazza tal dei tali anziché in viale Europa. Cambiare i documenti, comunicarlo ai fornitori di corrente, gas... Chissà.
E senza nome ufficiale, a dargliene uno ci ha pensato la storia: è comunemente identificata con Neviera. Come da secoli.
Documentazione fotografica (immagini di Gorizio Pezzotta,  Antonio Assogna, Rossano D'Antonio, Monteneronotizie)
Ripresa da lontano della zona Neviera prima che fosse urbanizzata, fine anni Settanta

Anni Ottanta, cantieri aperti

Luglio 2004: inizio dei lavori per riqualificare l'area

Agosto 2026, la piazzetta come appare oggi

Opuscolo diffuso dalla lista L'Unione (maggioranza di centrosinistra uscente) durante la campagna elettorale della primavera 2005

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