Ponte Trigno: 35mila euro per cercare le bombe del 1943. Possono essercene ancora?

Dalla storia arriva la risposta al quesito di questi giorni, dopo lo stanziamento di una somma per bonificare l'area e continuare le ricerche di Racanati, disperso da oltre 4 mesi

La Redazione
13/08/2026
Cronaca
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MONTENERO DI BISACCIA. Ci si può chiedere perché non sia stato fatto finora. Oppure perché si dia tanto valore a una somma che, durante le fasi più intense delle ricerche, probabilmente è stata spesa in un singolo giorno. Ma soprattutto: è vero che si rischia possano esserci ordigni bellici nei pressi del rudere del ponte sul Trigno? La risposta arriva dalla storia, precisamente quando l'area a sud della struttura crollata il 2 aprile è stata un aeroporto militare.
La Protezione civile del Molise ha annunciato ieri un finanziamento di trentacinquemila euro. Servirà a bonificare l'area della foce del Trigno, in sintesi scongiurare la presenza di bombe della Seconda guerra mondiale ancora depositate sul fondale del fiume. Operazione propedeutica all'avvio di demolizione della struttura crollata e successiva ricostruzione. Il cedimento, come noto, è avvenuto all'inizio di aprile a causa della piena. Il ponte ha portato con sé anche un uomo di 53 anni che in quel momento vi transitava, Domenico Racanati di Bisceglie. Da allora è ancora disperso con la sua auto, della quale è stato ritrovato solo il paraurti. Le ricerche, finora solo in acqua, non hanno dato alcun risultato. Per proseguirle in maniera più approfondita, in particolare per dragare alcune parti di foce, si ritiene necessario accertarsi che non vi siano bombe. Ma è possibile che ve ne siano?
Per rispondere occorre fare un salto all'indietro di ottantadue anni e catapultarsi nel più grande conflitto mai combattuto dagli esseri umani: la Seconda guerra mondiale. Era il dicembre 1943 quando gli Alleati costruivano un campo di aviazione in territorio di Montenero di Bisaccia.
Si chiamava Cutella e fu ricavato dove c'era una distesa di acquitrini e fango, ma dove oggi sorge la Statale 16 a sud del fiume. Un lungo e veloce rettilineo, noto anche per qualche implacabile autovelox negli anni scorsi. Nel periodo dicembre 1943-primavera 1944 da qui decollarono parecchi bombardieri diretti nel Centro e Nord Italia. Appartenevano alla Royal australian air force, oltre che all'aeronautica sudafricana e inglese.
Partivano da Montenero aerei carichi di bombe, che sganciavano parecchi chilometri più su, sulle città ancora sotto il dominio tedesco e della Repubblica sociale. Per esempio il 25 aprile 1944 su Umbertide, in Umbria, perché l'ordine era di distruggere uno strategico ponte sul Tevere. Vi furono parecchi morti civili.
Le bombe usate erano chiamate dalla gente del posto spezzoni e ne sono state trovate in zona fino a non molti anni fa. Nel dicembre 2006 l'allora cantiere del porto turistico di San Salvo Marina dovette essere fermato. Durante gli scavi era stato rinvenuto un ordigno della Seconda guerra mondiale, pesante 113 chili e ancora capace di buttare giù buona parte di una casa. Fu necessario l'intervento del Genio militare di Foggia. La bomba fu fatta brillare in un cantiere poco distante. Con ogni probabilità lo spezzone era uno dei tanti sganciati dai piloti prima dell'atterraggio. Una pratica comune, quella di liberarsi delle bombe avanzate prima di toccare il suolo: serviva a scongiurare il pericolo di esplosioni accidentali durante l'atterraggio.
Pertanto: potrebbero esserci ancora spezzoni sul fondo del Trigno? In teoria sì. Resta da verificare se sarà davvero un punto di svolta o, di nuovo, l'ennesima illusione nell'odissea che affligge la famiglia di Racanati da oltre quattro mesi.
Nella foto in alto la bomba ritrovata a San Salvo Marina nel 2006 posata in una cassa dai genieri dell'Esercito per essere fatta brillare; in  basso il fermo immagine di un video dell'aeroporto Cutella, sul litorale montenerese nel 1943-44; video del 1944 girato presso il campo di aviazione 

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