Addio Giuseppe Bracone, pioniere delle arti marziali

Se ne va a 68 anni chi portò le prime palestre a Montenero e Palata: il superamento di pregiudizi e una storia che continua con i suoi allievi

Rossano D'Antonio
11/08/2026
Attualità
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PALATA-MONTENERO DI BISACCIA. Ha portato in zona il judo quando la sfida più difficile non era insegnare le cadute e come si fa un ippon-seoi-nage, ma far capire di praticare uno sport fatto arte, una disciplina. Marziale, appunto, ma dove la violenza è qualcosa da rifuggire. Se n'è andato a 69 anni e dopo diversi giorni di ricovero in ospedale a seguito di un malore Giuseppe Bracone. Riferimento molisano e in ambito nazionale per le arti marziali, è stato maestro di judo e ju-jitsu per tanti anni. Da tempo occupava ruoli dirigenziali: maestro nazionale Msp (Movimento sportivo popolare), delegato Fijlkam (Federazione italiana judo lotta), formatore ecc.
Emigrato in Germania, tornò molto giovane nella sua Palata e nel paese di adozione, Montenero di Bisaccia, dove trovò anche moglie. I suoi due paesi, dove aprì le palestre di judo e iniziava alla pratica di quest'arte marziale decine e decine di ragazzini e giovani del posto. 
La prima palestra in un garage alla fine di viale Europa, i cartoni a terra e sul muro per coprire il massetto di cemento. Non c'era neanche il pavimento, ma non mancavano volontà e grinta. Bracone riuscì nell'impresa di far iscrivere ragazzi e ragazze, indifferentemente, facendoli allenare insieme. Forse un esempio unico nel mondo sportivo di allora e probabilmente non solo.
Poi il trasferimento nelle palestre delle scuole Elementari e Medie. Il judo a Montenero cresceva, i primi allievi raggiungevano con orgoglio le cinture superiori: gialla, arancione ecc. E anche l'ambiente circostante imparava che non erano "mazzate", ma uno sport serio, fatto di disciplina e rispetto estremo di compagni e avversari nel "combattimento". Giuseppe Bracone per anni lotterà contro questo pregiudizio, alla fine avrà la meglio.
Il maestro raggiungerà il sesto dan e fino al 2007 terrà i corsi a Montenero. Il resto è una storia che continua ancora, attraverso i suoi allievi che sono diventati a loro volta maestri e proseguono nel compito di insegnare quell'arte.
Se lo sport è stato il campo principale in cui ha operato, non vanno tuttavia trascurate altre due sue passioni: la politica e la musica. Avendo lavorato presso il Conservatorio di Campobasso, Peppe Bracone ha funto spesso da trait d'union fra orchestrali e organizzatori di eventi nei vari centri, molisani. Oltre che essere un riferimento per i ragazzi che intendevano intraprendere lo studio musicale nell'istituto del capoluogo di regione.
In politica arrivò a Palata, e a Montenero, da comunista-tedesco e allora il suo mestiere era il carrozziere. Difatti a fargli cambiare idea e spostarlo più al centro, verso la sinistra della Democrazia cristiana, fu un rivenditore montenerese di vernici. Pur non rivestendo in questo campo ruoli di primo piano, ha coltivato la passione politica fino all'ultimo. Era a Montenero il giorno della presentazione delle liste, lo scorso 25 aprile. Appena saputo del caos che si stava generando per la presentazione delle liste, non ha tardato a far squillare il telefono di qualche cronista di sua antica conoscenza.
Ciao maestro.

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