MONTENERO DI BISACCIA. Nell'era ante porchetta elettorale capitava che si respirasse aria internazionale, anche internazionalista, nella politica locale. Il Sahara occidentale che fa parlare di sé in questi giorni, una delle probabili cause della crisi migratoria in Spagna, venne anche a Montenero tanti anni fa. Si trattava di bambini saharawi ospitati a Termoli, che per un giorno facevano visita qui. Appartenevano a un popolo che rivendicava una terra che, viceversa, il Marocco non voleva e non vuole dar loro.
Il presidente spagnolo Pedro Sanchez ha espresso delle simpatie verso i saharawi e sono cominciati i problemi con il Marocco. Una delle conseguenze sarebbe l'ondata migratoria di qualche giorno fa a Ceuta.
A Montenero nel 2004 e 2005 fu tutto più sereno. Tredici bambini accompagnati da una donna, che nell'area giochi della villa comunale servì a tutti un tè tradizionale. La bevanda era contenuta in una teiera blu di ceramica con decori tradizionali. Aizza, questo il nome dell'accompagnatrice, l'aveva portata con sé da quelle lontane terre affacciate sull'oceano Atlantico. Anche se il mare, quell'enorme mare, i saharawi non potevano vederlo, confinati com'erano nell'entroterra desertico. Il tè era versato tenendo il contenitore alto almeno trenta centimetri, come una fontana. Aizza riusciva a riempire i bicchieri così, a distanza, senza far cadere una sola goccia sul tavolino chiesto in prestito al bar lì accanto. Finito di riempire, invitava chi le stava attorno a servirsi con un sorriso discreto.
Eppure la politica c'era, non da parte dei piccoli saharawi, certo, ma in quel di Termoli eccome. A promuovere l'ospitalità era un'associazione rossa di nome e di fatto, facente capo all'allora partito più di sinistra che ci fosse, cioè Rifondazione comunista. Alla buona azione, alla lotta per la libertà, si univa un po' di ideologia.
Perché da decenni il Sahara occidentale è oggetto di contesa che va oltre i confini africani. Già durante la Guerra fredda l'Unione sovietica sosteneva i saharawi (da qui la simpatia dei comunisti fino a metà anni Duemila e oltre), mentre gli Stati Uniti parteggiavano per il Marocco.
Quando vennero a Montenero, la sinistra era saldamente al potere e l'ospitata era solo una delle iniziative in odore progressista che si tenevano. Ma al tempo stesso la controparte, il centrodestra, non stava a guardare. Solo per fare un esempio, in quegli anni un tema fino a quel momento tabù, come le foibe, diventava legge e si susseguivano convegni anche da queste parti.
Si faceva ancora politica? A rispondere con eccessiva enfasi si rischia di scadere nella nostalgia di maniera. Però un aspetto sicuramente differiva da oggi: non c'era ancora la porchetta ad accompagnare ogni comizio della maggioranza.
Nelle foto: in alto Aizza mentre versa il tè “a distanza”, in basso il ritaglio de Il Quotidiano del Molise del 22 agosto 2005