È un argomento già trattato in precedenti lavori, ma che riprende in maniera ancora diversa. Più matura. Si intitola "Mio amore" l'ultimo libro di Laura D'Angelo, 112 pagine, edito da Interno libri e fresco di stampa. Per la scrittrice e insegnante di Montenero di Bisaccia la quarta opera dedicata alla poesia, in questo caso con la formula mista dei versi e delle prose poetiche.
Se in passato l'amore è stato sì predominante, ma affiancato qua e là da altri temi, stavolta la D'Angelo vi si dedica esclusivamente. Il più potente, ma anche lacerante dei sentimenti accompagna la lettura lungo tutto il volume. Versi dedicati a qualcuno, spesso, ma anche a se stessa. Poesia che sa essere anche introspettiva. Che parla talvolta a una bambina, molto probabilmente lei stessa di quando lo è stata, o a una sorella. Poesia che nasce fra i vicoli della Termoli vecchia o nel negozio di quartiere del suo paese.
Il risultato è che accanto a versi come "Sono la donna che ti cerca / e la bambina che ritrovi", c'è anche "bello fermarsi stretti così, mentre il mondo continua a girare". O ancora riflessioni mature come "l'amore puoi darlo / non puoi esigerlo / non è un dovere". Un alternarsi di sana "ingenuità" infantile, a partire dalla copertina con una bambina che si copre gli occhi, alla consapevolezza che può dare solo il passare degli anni.
E anche man mano che si va avanti con la lettura il registro cambia, con un aumento di malinconia, a tratti di cautela, che può essere scambiato per disincanto. Per esempio quando Laura D'Angelo scrive "Non accontentarti di un amore così, che sia un riempitivo e un'abitudine, un diversivo per non scegliere".
Un cambio di tono, quando arriva più malinconia, che coincide in parte col passaggio dai versi alla prosa poetica. Due stili che l'autrice ha mescolato e che, nei precedenti lavori, ha tenuto invece distinti. Se la poesia significa condensare in poche parole, in versi composti anche di sole due parole, la prosa permette più libertà metrica, con la maggiore lunghezza delle frasi. A differenza che in passato, i due stili sono alternati in questo caso. L'autrice sceglie a seconda del concetto che vuole esprimere la tecnica più adatta, qualcosa che può essere letto come segnale di maturità rispetto ai precedenti libri.
Inoltre "Mio amore" arriva in un momento che può definirsi prolifico in fatto di produzione per la D'Angelo. È infatti datato maggio il suo esordio nella saggistica, con "Mitografie della modernità tra letteratura e critica", pubblicato da Rubbettino.