Ponte sul Trigno crollato: dal tavolo tecnico prime indicazioni verso la ricostruzione. Riprenderanno le ricerche di Racanati

Stamattina presso la Procura di Larino la riunione, hanno partecipato anche i familiari del pescatore di Bisceglie disperso dal 2 aprile, quando il viadotto sulla Statale 16 ha ceduto

La Redazione
15/07/2026
Cronaca
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LARINO. Proseguire le ricerche di Domenico Racanati e ricostruire il ponte sul Trigno crollato lo scorso 2 aprile. Questi i due argomenti trattati nel tavolo tecnico che si è svolto stamattina presso la Procura di Larino. Oltre che rappresentanti vari istituzionali, hanno partecipato anche la moglie e il fratello del 53enne di Bisceglie scomparso dal giorno del crollo. Da oltre tre mesi aspettano di sapere dove sia finito il congiunto, che stava passando sul viadotto lungo la Statale 16, in territorio di Montenero di Bisaccia, proprio mentre andava giù a causa dell'alluvione.
Le operazioni dei prossimi mesi saranno caratterizzate da un complesso iter burocratico. Un percorso che parte dalla rimozione delle macerie secondo le disposizioni che la Procura ha dato all'Anas. L'area, difatti, è stata posta sotto sequestro dopo il drammatico avvenimento. Da accertare pertanto le cause del crollo e le eventuali responsabilità, ma soprattutto ritrovare Domenico Racanati.
Entro un mese sarà pronto il piano operativo per avviare la rimozione delle macerie. Operazione propedeutica al dissequestro dell'area e, di conseguenza, per avviare la ricostruzione del ponte.
Operazioni delicate che non avranno solo lo scopo di demolizione e pulizia dell'area, bensì anche e soprattutto di indagine per capire le ragioni del crollo. In base ai sondaggi effettuati si deciderà come ricostruire il nuovo ponte: nella stessa sede oppure accanto. Durante l'incontro di stamane è stata illustrata anche la soluzione di una struttura prefabbricata, da posare una volta completati gli appoggi. L'opera dovrebbe poter essere completata entro un anno.
Accanto alla tragedia umana di Racanati, il ponte sul Trigno lungo la Statale 16 sta causando disagi e danni economici all'area. Non solo a Montenero di Bisaccia, ma anche ai centri limitrofi, specie a stagione turistica avviata, visto che coinvolge una zona a forte vocazione turistica balneare.
Le ricerche del pescatore pugliese sono andate avanti per settimane, ma solo in acqua, foce del fiume e specchio di Adriatico antistante. Sonar, metal detector, varie e sofisticate attrezzature non sono riuscite finora a trovare nemmeno l'auto su cui viaggiava, una Fiat Bravo. Un'ipotesi che dai primi giorni è stata avanzata, anche da qualche esperto, è che macchina e corpo siano invece finite sotto le macerie. Ma nessuno le ha toccate, né avrebbe potuto a causa del sequestro, da quel 2 aprile.

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