Dopo il sodalizio tra ASD Calcio Montenero e Deportivo Montenero, la conferma di Antonio Liberatore apre le porte a un campionato fatto di grinta, pressione e velocità. Diamo il benvenuto a Mister Antonio Liberatore, imprenditore salito alla ribalta delle cronache quest’estate per l’iniziativa avuta nel suo lido, dei venti ombrelloni messi gratuitamente a disposizione dei ragazzi, senza prenotazione: chi arriva prima, si gode la spiaggia.
Buongiorno alla redazione di MonteneroNotizie.Net e a tutti i lettori.
L’anno scorso avete vissuto una stagione straordinaria: 24 vittorie su 24 in campionato e una Molise Cup dominata con un 6-0 in finale. La società ha deciso di puntare su di lei per guidare la nuova squadra in Eccellenza, che effetto le ha fatto questa scelta?
Essere chiamato ad allenare il Montenero in Eccellenza è per me un grandissimo onore, considerando la storia di questa società, il suo passato glorioso e il presente ambizioso. Parliamo di una realtà che ha disputato la Serie D e che negli ultimi anni ha ottenuto due sesti posti consecutivi, sfiorando i playoff. Entrare in questo percorso è motivo di orgoglio e responsabilità.
C’è qualcuno che vuole ringraziare per questo nuovo capitolo?
Ringrazio la società che ha creduto in me. Dopo essere arrivato con le mie gambe per due volte in Promozione abruzzese e aver vinto diversi campionati nelle categorie inferiori all’Eccellenza, questa per me è la “Serie A” dei campionati dilettantistici regionali, non è poco, e lo vivo con grande entusiasmo.
Quali valori e quale idea di calcio vuole portare in questa nuova avventura?
Voglio portare la mia idea di calcio: aggressività, corsa, mentalità offensiva. Una squadra giovane, determinata, che lasci “sangue e sudore” su ogni campo, la priorità saranno sempre i giovani che hanno voglia di lottare, migliorare e allenarsi con serietà; chi sposa questa mentalità avrà sempre spazio.
Un messaggio ai tifosi e alla comunità rossoblù?
Invito i tifosi e tutta la comunità rossoblù a seguire la squadra: vi renderà orgogliosi e vi garantisco che vedrete una squadra gagliarda e combattiva, capace di raggiungere grandi risultati. Con il vostro sostegno tutto sarà più semplice: nessuna squadra può fare a meno dei propri tifosi, di quella passione che nei momenti difficili diventa la spinta decisiva. Sperando sempre che i momenti difficili saranno pochi.
Come sta nascendo il gruppo dopo l’unione delle due società? Ci sono già dinamiche positive che l’hanno colpita?
Il gruppo nuovo è fantastico ad iniziare dalla società nuova che è operativa sotto tutti i punti di vista.
Qual è l’obiettivo realistico per questa prima stagione in Eccellenza?
L’obiettivo è creare una squadra che faccia sognare e che renda i tifosi innamorati.
Dopo una stagione perfetta, come si gestisce la pressione di un campionato più impegnativo?
La pressione si gestisce lavorando sempre di più, dando il 100% (io per primo!)
Qual è il suo metodo per far crescere i giovani e responsabilizzarli?
I giovani vanno fatti giocare il più possibile e sbagliare senza bocciarli ai primi errori... anzi!
Lei è noto per l’intensità degli allenamenti: cosa cambierà in Eccellenza?
L’intensità degli allenamenti sono il mio marchio di fabbrica e sarà ancora più estremizzata.
Che tipo di giocatori sta cercando per completare la rosa?
Stiamo cercando insieme al DS Baccalà calciatori giovani e atletici dalla grande voglia agonistica.
Che identità di gioco vuole che il Montenero abbia e che lo distingua dalle altre squadre?
L’identità di gioco sarà sempre la stessa cioè un calcio aggressivo e offensivo.
Quanto conta il legame con Montenero e con la sua gente nel progetto sportivo?
Il legame con Montenero è molto forte, ho dei cari amici a cui sono fortemente legato poi il paese mi ha colpito per organizzazione complessiva e positività dei residenti.
C’è un momento della stagione scorsa che porterebbe con sé anche in Eccellenza?
Mi porterei lo 0-4 nello scontro diretto contro l’Apricena dove abbiamo asfaltato uno squadrone di categoria superiore, che era partito con tutti i favori del pronostico, e questo è stato merito dei ragazzi che hanno sfornato una prestazione incredibile per cuore e intensità!!!
Come si descriverebbe fuori dal campo?
Mi descrivo un imprenditore che ha più attività ma il primo pensiero è sempre la squadra e soprattutto i ragazzi che la compongono.
Cosa la aiuta a ricaricare le energie?
La vittoria mi ricarica al 99% mentre la sconfitta al 100% perché non vedo l’ ora di rifarmi!!!