Mozione a Bisceglie per Racanati: discussione entro fine luglio. A tre mesi dal crollo è ancora disperso

L'iniziativa dei consiglieri Mastrototaro e Naglieri per sostenere la famiglia del pescatore. Intanto a Roma la seconda interrogazione di Boccia a Salvini aspetta risposta

Rossano D'Antonio
08/07/2026
Cronaca
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BISCEGLIE. Dovrebbe essere votata entro fine luglio la mozione dedicata al caso Racanati, questa la data del probabile prossimo Consiglio comunale nella città pugliese. Al centro della discussione la scomparsa del pescatore 53enne a seguito del crollo del ponte sul Trigno. L'iniziativa è dei consiglieri di minoranza Giovanni Naglieri di Sinistra italiana ed Elisabetta Mastrototaro del Partito democratico. Obiettivi principali: far attivare la giunta comunale di Bisceglie affinché siano velocizzate le ricerche e attivare un fondo per sostenere la sua famiglia.
Era il 2 aprile e Domenico Racanati stava transitando sul viadotto, in territorio di Montenero di Bisaccia a confine con l'Abruzzo, quando lo stesso è crollato a causa della piena. L'uomo si stava recando a Ortona per lavoro, proveniva dalla sua città, Bisceglie.
Da allora non si hanno più sue notizie e le ricerche sono state infruttuose. Queste ultime sono state svolte solo in acqua, nella foce e nello specchio di acqua antistante, ma non ancora sotto le macerie del ponte. Sulla struttura vige ancora il sequestro da parte della Procura di Larino, che indaga sull'ipotesi di crollo e omicidio colposo. Il prossimo 15 luglio è stato convocato un tavolo tecnico per vedere il da farsi. Riunione che invano hanno cercato di far anticipare i familiari di Racanati, attraverso appelli su social, media e petizioni online. Moglie e figlia dello scomparso, ma anche madre e altri familiari, da oltre tre mesi chiedono che sia ritrovato il corpo del congiunto.
Anche la mozione dei due consiglieri comunali di Bisceglie mirava a far partecipare la giunta al tavolo tecnico. Ma a questo punto è ragionevole dedurre che la votazione in Consiglio arriverà a cose fatte. Nonostante la mozione fosse urgente, difatti, non è stato possibile discuterla il 1 luglio per ragioni tecniche.
La consigliera Elisabetta Mastrototaro, sentita telefonicamente, si è detta fiduciosa sull'approvazione della mozione e quindi sull'accoglimento della stessa anche da parte degli avversari di maggioranza.
Di professione avvocata, ha spiegato che la famiglia sta attraversando comprensibili difficoltà, non solo affettive. Da qui la proposta di un fondo comunale per sostenere le spese legali e logistiche.
L'iniziativa di Mastrototaro e Naglieri si aggiunge a quella di un altro concittadino di Racanati, noto alle cronache politiche nazionali: Francesco Boccia. Il senatore pd è infatti di Bisceglie ed ha già presentato due interrogazioni sul crollo del ponte. Alla prima, del 22 aprile, ha già risposto Matteo Salvini il giorno seguente. Le ricerche erano in corso da diversi giorni, senza esito, mentre per la ricostruzione il ministro dei Trasporti ribadiva la fiducia di riuscirci entro il 2026. 
Il 12 maggio Boccia presentava la seconda interrogazione in Senato. Evidenziava il rallentamento delle ricerche e il fatto che ancora si aspettasse a rimuovere le macerie. L'iter dell'interrogazione risulta "in corso", il che significa che Salvini deve ancora rispondere.
La ricostruzione entro l'anno su cui confidava il ministro va probabilmente rivista adesso, quando sono passati oltre tre mesi dal crollo, il sequestro perdura e, soprattutto, Domenico Racanati non è ancora stato trovato. L'angoscia della famiglia continua.
Quanto alla discussione in sedi istituzionali locali, prima della mozione l'amministrazione di Bisceglie si è attivata solo quando ha partecipato a un incontro presso la Prefettura di Campobasso. Ad accompagnare i familiari del disperso c'era anche il sindaco di Bisceglie Angelantonio Angarano. Dopo di allora l'unica mossa istituzionale pare essere la mozione che sarà discussa entro luglio.
Quanto all'amministrazione comunale di Montenero di Bisaccia, dove è successo il fatto, va premesso che ci sono state le elezioni proprio a ridosso degli accadimenti. Tuttavia allo stato non risultano atti ufficiali dedicati e anche gli stessi amministratori comunali, riconfermati dopo elezioni di maggio, non sono intervenuti sul tema. Diversamente dal sindaco di Petacciato, paese confinante, Antonio Di Pardo. Il quale ha puntato l'indice sui disagi dovuti alla viabilità sconvolta, ai danni economici che ne stanno derivando anche per imprese del suo comune, senza dimenticare la tragedia umana di Racanati.

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