
MONTENERO DI BISACCIA. Uno dei due candidati sconfitti sentirà da casa la musica e il comizio. Se sarà anche la porchettata più grande mai vista in paese resta da verificare. La ventilata festa della lista vincitrice è infine stata confermata: venerdì 10 luglio. In piazza, nel luogo di tutti anche se la festa, poiché di una parte politica, non lo è. Nemmeno le altre, si replicherà. Mentre i più in vena di frasi fatte possono avventurarsi a dire che "finite le elezioni un'amministrazione comunale e un sindaco sono di tutti". Sarà, ma intanto sul manifesto c'è il simbolo di una lista. E non è come quando festeggiano i tifosi di una squadra di calcio, che non decide come spendere i soldi pubblici di un paese.
E così, spacconata in piazza sia, come avvenuto una sola volta a Montenero. Era il 2010 e Nicola Travaglini doveva festeggiare in pompa magna l'arrivo al potere e il cambio, parziale, di regime. Arrivò tutto il gotha regionale, ai tavoli si parlava di politica, di incarichi, di finanziamenti per Montenero che si ipotizzava sarebbero aumentati. Invece sarebbe andata diversamente: una volta dello stesso colore, l'amministrazione comunale avrebbe visto il rubinetto regionale chiuso di qualche giro, forse o probabilmente perché il centrosinistra nel decennio precedente aveva già avuto tutto.
Tornando alla festa, fu riempita di tavolini tipo birreria tutta l'isola pedonale fra la villa e la scuola. Tra tac, tra tac, sbam i suoni ascoltati mentre li aprivano, per tanti minuti. Alla fine una distesa di piani di abete che, inquadrati nella giusta maniera, avrebbero potuto richiamare qualche copertina degli ultimi Pink Floyd. In brutta copia, si intende. Parecchio più brutta.
Prima di distribuire panini e birra alla spina ci fu chiaramente il comizio: finalmente anche Montenero diventava di centrodestra, anche se grazie a un innesto nella ormai spaccata maggioranza di centrosinistra.
E d'altronde anche la sindaca attuale Simona Contucci, per arrivare al potere, non si è certo intimidita di fronte a un salto di fosso, da sinistra a destra, ormai tanti anni fa.
Un'altra festa di vittoria memorabile resta quella del 2004 nella vicina Mafalda. Nicola Valentini ebbe l'idea di celebrare in centro il ritorno al potere e il trionfo, per soli tredici voti. Anche in quel caso tavolini stile birreria uno dopo l'altro, ma il menù fu più raffinato: frittura di pesce per tutti. Attrezzature professionali non mancarono, ma tanta era la folla e la fame che capitò che qualche cartoncino di anellini e merluzzi anziché di olio cominciasse a sapere quasi di petrolio. Non restava che capire che l'olio era esausto e andava cambiato. E la scorta certo non mancava, poiché insieme a fornacelle professionali erano arrivati anche parecchi fustini da venticinque litri.
Quella sera il candidato a sindaco perdente Egidio Riccioni (sì l'attuale sindaco di Mafalda, c'era già e da parecchio pure) pare che si sia esiliato nel capannone di un suo sostenitore. Non si sa cosa abbiano mangiato, ma erano abbastanza lontani dalla piazza da non sentire schiamazzo e odore di fritto.
Arrivando all'attualità, non si conosce il menù di venerdì nella festa di Simona Contucci e sodali. Le indiscrezioni parlano di panini, senza dettagliare il companatico. Probabilmente la classica porchetta, proposta anche in tutti i comizi in campagna elettorale. Si supererà anche la soglia di "cinquecento panini nel primo comizio", come con vanto qualche sostenitore della Contucci ha sottolineato. La più grande porchettata di Montenero di Bisaccia di tutti i tempi e pazienza se gli avversari dovranno rosicare in qualche altro posto.
Dei due candidati a sindaco avversari solo Gaetano De Risio abita vicino alla piazza. Da casa sua sentirà comizio, forse profumo di porchetta. Da vedere se si esilierà, si barricherà in casa oppure, addirittura, uscirà. Invece Nicola Travaglini dimora più lontano, facile che se ne stia a casa, senza dover andare in ferramenta a comprare i tappi auricolari per non sentire – ancora – magnificare una vittoria che la Contucci non si aspettava in quelle dimensioni.
Un'ultima annotazione sull'ipotetico menù. Non manca chi ipotizza un ulteriore sforzo di generosità elettorale e che, di fronte a un famelico pubblico, la maggioranza decida di offrire anche un primo piatto. In tal caso la scelta più gettonata sarebbe una specialità già sperimentata in uno dei citati comizi con ricompensa culinaria per i partecipanti. E allora vai di penne condite con pesto di zucchine, cucinate in marmittoni stile caserma. In tal caso ci si permette un suggerimento: isolare per bene l'asfalto, si scioglie con il fornellone a gas così vicino al suolo. Fenomeno osservato altrove.
Immagine in alto realizzata con intelligenza artificiale
I tre candidati a sindaco alle comunali 2026 di Montenero di Bisaccia, da sinistra Nicola Travaglini, Simona Contucci e Gaetano De Risio
Un momento della festa in piazza il 1 maggio 2010 (foto sfocata di proposito)
Il comizio di Nicola Travaglini prima della festa in piazza nel 2010, alle sue spalle vari esponenti regionali, fra i quali il presidente Michele Iorio
Il manifesto che annuncia la festa del 10 luglio 2026