BISCEGLIE – MONTENERO DI BISACCIA. Caso Racanati, intervengono due consiglieri comunali della città dell'uomo scomparso dopo il crollo del ponte sul Trigno. L'obiettivo è impegnare la giunta a diventare parte attiva nella vicenda che si trascina da tre mesi e che alla tragedia umana, la scomparsa del 53enne, unisce i disagi alla viabilità che stanno danneggiando l'economia locale.
Giovanni Naglieri di Sinistra italiana ed Elisabetta Mastrototaro suddividono in cinque gli impegni cui confidano sindaco e giunta daranno seguito.
- Tavolo tecnico 15 luglio 2026: partecipazione del Comune con mandato operativo. Relazione in Consiglio Comunale entro 7 giorni dall’esito del Tavolo.
- Accelerazione urgente: rimozione di ogni criticità burocratica. Impegno a farsi promotori presso Prefettura e Regione Puglia per sbloccare mezzi e autorizzazioni.
- Unità di raccordo comunale: istituzione di un punto unico di coordinamento tra Comune, forze dell’Ordine, Protezione Cìcivile, volontari e famiglia Racanati.
- Fondo di solidarietà: istituzione di un fondo comunale a sostegno della famiglia Racanati per spese legali, logistiche e campagne informative.
- Raccolta fondi cittadina art. 119 tuel: apertura di un conto corrente dedicato intestato al Comune di Bisceglie, causale _“Per Mino Racanati”. Previsto apposito capitolo di spesa nel PEG 2026* ai sensi art. 175 comma 5-quater TUEL. Massima trasparenza nella gestione.
La mozione di Naglieri e Mastrototaro sarà discussa nel primo Consiglio comunale utile a Bisceglie e l'auspicio dei due esponenti è che si arrivi a un voto unanime.
Il viadotto sul fiume Trigno, in territorio di Montenero di Bisaccia e lungo la Statale 16, è crollato il 2 aprile a causa della piena dopo vari giorni di pioggia ininterrotta. Domenico Racanati transitava in quel momento sulla struttura, poiché diretto per lavoro a Ortona e, anziché l'Autostrada, aveva scelto la SS16. Il ponte sul Trigno era chiuso al traffico, ma non perché considerato pericolante, a questo nessuno ci pensava prima delle 9:00 del 2 aprile 2026. Era chiuso quel tratto di strada perché si era allagato il rettilineo in contrada Marinelle, poco prima del ponte, sempre in territorio di Montenero di Bisaccia.
La sfortuna ha voluto che il navigatore abbia dirottato Racanati su strade secondarie, come ha affermato all'indomani della tragedia anche la procuratrice di Larino Elvira Antonelli, titolare delle indagini. Tradito dalla funzione "percorso più breve", questa la teoria più plausibile. Un qualcosa che dovrà passare sotto il vaglio della conferma in sede di giudizio, ma se così fosse c'è solo una strada che può aver percorso l'uomo quella mattina di tre mesi fa. Si tratterebbe della strada comunale Francesca Barba, che passando in mezzo ai possedimenti dell'azienda Di Vaira sbocca infine sulla Querce Grosse. Una strada, questa, che quella mattina era chiusa, ma più a monte, dove Racanati non sarebbe arrivato e non avrebbe perciò visto nessun sbarramento. Una volta ritrovatosi sulla Statale 16, qualche chilometro dopo la chiusura che lo aveva dirottato sulla via secondaria, si sarebbe diretto ignaro verso il ponte. Questo è crollato mentre transitava e da quel momento di lui non si hanno più notizie. Non è stata ritrovata nemmeno la Fiat Bravo su cui viaggiava, a parte il paraurti con la targa, a conferma che si trovava lì.
Le ricerche sono andate avanti per settimane, alla foce del Trigno e sullo specchio di mare antistante, ma senza nessun esito. Nei giorni scorsi la Procura ha annunciato un tavolo tecnico per la metà di luglio, spiegando che è stata rilevata un'anomalia magnetica in acqua. Per verificare che si tratti della macchina di Racanati occorrono operazioni di dragaggio. Se ne discuterà il 15 luglio, data che secondo i familiari dello scomparso, come ripetono da giorni, andava anticipata.
La mozione dei due consiglieri comunali di Bisceglie intende far partecipare anche la giunta di Bisceglie. Anche Antonio Di Pardo ha espresso il desiderio di farvi parte, in quanto sindaco di Petacciato, paese a confine con Montenero e pesantemente danneggiato nella viabilità e nell'economia dall'interruzione dovuta al crollo.
Un'interruzione che è difficile prevedere quanto durerà ancora. Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, arrivato in loco qualche giorno dopo, ha parlato di ricostruzione entro l'anno. Uno scenario che sembra allontanarsi. L'area è ancora sotto sequestro e solo dopo il nulla osta della Procura potranno essere demolite e portate via le tonnellate di calcestruzzo che ancora sono adagiate sulle acque ora placide del Trigno.
E se come sostenuto da più di qualcuno auto e corpo di Domenico Racanati si trovassero davvero, ancora, sotto le macerie? Si arriverà al ritrovamento solo con l'inizio dei lavori? Quando?
Nella foto in alto il ponte sul Trigno come appare in questi giorni, in basso il tragitto che potrebbe aver percorso Racanati per arrivare al ponte, una delle prime foto scattate al ponte appena crollato, il 2 aprile 2026
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