2000-2026 invecchiano popolazione e consiglieri comunali

A pochi giorni dal rinnovo delle cariche istituzionali cittadine analisi dei cambiamenti intervenuti nell'ultimo quarto di secolo

La Redazione
29/05/2026
Politica
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MONTENERO DI BISACCIA. Al massimo raggiunto nell'ultimo quarto di secolo si avvicina, ma non è il più vecchio. In attesa che si insedi il nuovo Consiglio comunale sancito dalle urne pochi giorni fa, si può analizzare com'è composto sotto l'aspetto dell'età il nuovo parlamentino cittadino. Composto da tredici elementi dal 2015, in passato lo è stato di diciassette. I dati e le curiosità esposti di seguito tengono conto del periodo che va al 2000 a oggi, in tutto sei consultazioni elettorali comunali. Si tiene conto nel calcolo dell'anno di nascita e non dell'effettivo compimento degli anni.
Rispetto al precedente, eletto nel 2020, l'attuale Consiglio comunale ha un'età media più alta, quarantanove contro quarantadue. Ha contribuito a ciò la presenza di otto degli uscenti, che hanno sulle spalle i cinque anni in più passati sui banchi di maggioranza e minoranza, con annessi acciacchi politici. Ma anche il consigliere più giovane e più vecchio sono più vissuti: oggi hanno trenta e sessantotto anni, nel 2020 invece 25 e 62.
Fin qui il confronto con la precedente consultazione, ma si può tornare più indietro, precisamente fino al 2000. L'anno con età media più bassa è stato proprio quello che ha dato il via al nuovo millennio: poco più di quarantuno anni. All'opposto si trova il 2015, quando la cifra schizzò a cinquantuno, la più alta nel periodo considerato. Nel mezzo cifre come 41,71 (2005) e 45,41 (2010). 
Considerando gli estremi del quarto di secolo considerato, si nota un invecchiamento dei consiglieri che corrisponde a quello generale della popolazione montenerese. In particolare il calcolo è stato effettuato considerando le tre principali fasce di età in cui l'Istituto nazionale di statistica divide la popolazione: giovani (0-14 anni), età produttiva (15-64), anziani (oltre 65). E sempre dal sito internet dell'Istat sono stati ricavati i dati. Questi, nel confronto fra il 2000 e il 2026, parlano di un decremento del 3,4 per cento nella fascia dei giovani (14,35 contro 10,95%), del meno 4,32 nella sezione che include la cosiddetta età produttiva (66,09 contro 61,77%) e, attenzione, un incremento nella sola fascia degli ultra sessantacinquenni. Questi ultimi passano dal 19,56 per cento del 2000 al 27,24 del 2026.
Ne deriva che anche il Consiglio comunale deve essersi adeguato, tant'è che a inizio millennio il più giovane aveva ventisette anni e il più vecchio cinquantatré, oggi le cifre sono trenta e sessantotto.
Lungi da qualsiasi allarme di gerontocrazia, basti pensare che appena sei anni fa l'età media è stata più bassa di sei punti e mezzo, si può osservare che nel lungo periodo anche la rappresentanza istituzionale segue il passo di un paese che invecchia.
Immagine in alto generata con intelligenza artificiale su foto di base della sala consiliare
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Schema riassuntivo dei dati analizzati:

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