MONTENERO DI BISACCIA. La Contucci ha parlato di qualche giorno per sciogliere la riserva, ma come consuetudine le indiscrezioni precedono l'ufficialità: come sarà la nuova giunta comunale? E per la presidenza del Consiglio comunale potrebbero sorgere le prime criticità, fra nuovi più votati e vecchi più fedeli?
Come per ogni elezione comunale, anche all'indomani di quelle terminate lunedì scatta il toto giunta. Chi fra gli otto eletti in maggioranza ne farà parte?
Secondo quanto trapelato il metodo dovrebbe essere lo stesso adottato nel primo mandato, vale a dire in ordine di voti ricevuti. E chiaramente nel rispetto delle quote di genere, che significa due assessori maschi e due femmine, vice sindaco uomo. E significa, sarà un caso, che la nuova giunta sarà composta esattamente dagli assessori uscenti.
Il primo eletto, con 624 preferenze, è Nicola Marraffino, che ha candidamente chiesto in comizio di occuparsi di politiche sociali anziché di urbanistica, cioè la delega avuta dal 2023. A seguire Fiorenza Del Borrello (490 voti), per la quale non è trapelato se continuerà a occuparsi di ambiente. Terza piazza per Loredana Dragani (371 voti) che potrebbe mantenere i lavori pubblici, mentre il quarto assessore sarebbe Claudio Spinozzi, favorito per mantenere la delega al bilancio.
Si diceva rispetto delle quote di genere assicurato, ma giunta identica alla precedente. I più votati sono stati quelli che c'erano, rimasti accanto alla sindaca dopo la crisi di maggioranza del 2023. Il risultato elettorale sembra perciò allontanare lo spettro di qualsivoglia mugugno interno, spegnendo gli eventuali appetiti assessorili dei nuovi arrivati. Se così sperava chi c'era già, obiettivo raggiunto. Viceversa non sembra così delineato il quadro per la presidenza del Consiglio comunale. Poltrona molto meno pagata e prestigiosa di quelle degli assessori, ma solo quella resterebbe.
Secondo il metodo del consenso, dovrebbe andare a Stefano Dragani (265 voti), che così la soffierebbe alla uscente Cabiria Calgione (231). Per quest'ultima significherebbe non riconfermare la carica che ha ricoperto per tre anni. Ma soprattutto significherebbe per la sindaca non riuscire ad accontentare l'ultimo fra i membri di maggioranza (rieletti) che sono rimasti accanto dopo la famosa crisi. Voti oppure riconoscenza, questo il dilemma per la Contucci.
Una possibile soluzione, che si starebbe valutando negli ambienti di maggioranza, è dare a Stefano Dragani la delega allo sport da consigliere comunale e alla Calgione confermare la presidenza. Per il giovane neo eletto significherebbe occuparsi della materia a lui più congeniale, per studi e competenze, ma senza portafoglio. Non essendo assessore, non avrebbe voce in capitolo in tema di fondi, ogni volta dovrebbe in proposito chiedere, o elemosinare per i più maligni, ai colleghi più blasonati.
Si vedrà, al momento queste sono le prime indiscrezioni che, se confermate, vedrebbero la giunta essere identica alla precedente. Un gattopardismo in versione montenerese: se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che metà lista cambi.