MONTENERO DI BISACCIA. Il paradosso è che chi ha segnato ha perso il campionato. E così chi ha preso tre consiglieri li ha in minoranza, mentre chi ha vinto le elezioni si ritrova senza esponenti. Il tutto in casa di Fratelli d'Italia, a Montenero come a Campobasso, raggiungendo il capoluogo passando per San Giacomo degli Schiavoni. I giocatori, o meglio i coach, sono il presidente del Consiglio regionale Quintino Pallante e il senatore Costanzo Della Porta. Il primo ha segnato, il secondo ha vinto ma non ha esponenti nella nuova maggioranza.
Perché dopo le comunali di domenica e lunedì sono entrati sì tre tesserati Fratelli d'Italia, ma sono tutti di minoranza. E si tratta di Nicola Travaglini, Andrea Cardinali e Tania Travaglini, tutti e tre riferimento montenerese della corrente di Pallante. Gli altri due, Franco Mancinelli (per altro presidente del circolo FdI) e Antonio Potalivo, non ce l'hanno fatta ed erano candidati con la sindaca uscente e trionfatrice Simona Contucci. Loro due il riferimento di Della Porta.
La lotta intestina al partito finisce con la vittoria della corrente che però perde il campionato.
Una diatriba interna che inizia da più lontano e che, nella sua disputa in terra montenerese, si può ripercorrere per sommi capi.
Che qualcosa in FdI non andasse bene si cominciò a percepire dalla primavera 2023. Dopo le elezioni regionali scoppiò la crisi in maggioranza, quando la sindaca Contucci estromise l'assessora Tania Travaglini e il vice sindaco Andrea Cardinali. Esponenti meloniani e primi eletti, fatti fuori per un regolamento di conti interno con origini più lontane, a quanto pare per contrasti fra la prima cittadina e il suo predecessore, Nicola Travaglini, a cui i due silurati facevano (e fanno) riferimento.
Due esponenti locali di spicco di Fratelli d'Italia, e i più votati, erano fatti fuori, ma dalla dirigenza regionale di partito sarebbe arrivato solo silenzio. Assordante come si suol dire, poiché erano stati fatti fuori i suoi due più votati esponenti a Montenero.
Il contrasto fra Pallante, riferimento dei due silurati, e Della Porta, molto legato alla Contucci, cominciava ma si faceva di tutto per non farlo emergere, almeno pubblicamente.
Seguì un lungo periodo di silenzio, dei vertici di partito come della Travaglini e di Cardinali. A parte qualche intervento in Consiglio e qualche voto contrario alla loro ex maggioranza. Finché non arrivò la svolta, nel marzo 2025. La Travaglini e Cardinali formarono un nuovo gruppo consiliare, staccandosi anche ufficialmente dalla maggioranza di cui erano (solo) sulla carta ancora parte. Ma ad accendere i riflettori sul caso Montenero fu il nome scelto: Fratelli d'Italia. Unico gruppo con un nome di partito, ma soprattutto di quello cui da anni la sindaca si ritiene interlocutrice privilegiata. Presa di distanza ufficiale dalla Contucci? Ma neanche per sogno, perché nei giorni successivi emersero i mal di pancia nel circolo FdI. Tant'è che qualcuno parlò di fuga in avanti dei due, scelta personale. Si sarebbe saputo in seguito che in realtà avevano il placet di Pallante, ma non anche di Della Porta.
Nell'estate 2025 arrivò infine la mozione di sfiducia per la telefonata della sindaca a un cittadino reo di una critica sui social. La firmarono e votarono anche Tania Travaglini e Andrea Cardinali ma, prima del voto, dichiararono di farlo a titolo personale e non in rappresentanza del partito. Quanto a malincuore difficile dirlo, ma certo avrebbero preferito partecipare a un'azione politica così forte sotto l'egida di FdI. La spaccatura interna al circolo continuava, in particolare il presidente Franco Mancinelli era parecchio contrario a sfiduciare colei che considerava un'amica intoccabile, cioè Simona Contucci. Dal canto loro, i due consiglieri ex di maggioranza si muovevano sotto la supervisione di Pallante.
Si arriva così ai giorni nostri e all'appena terminata campagna elettorale per le elezioni comunali. Franco Mancinelli e Antonio Potalivo (consigliere uscente) si candidano con la Contucci; Tania Travaglini e Andrea Cardinali invece si schierano con l'ex sindaco e loro mentore Nicola Travaglini. Una sfida fra ex alleati, che però ha un iter complicato. Il senatore Della Porta sta dalla parte della Contucci ma non si espone, mentre il presidente Pallante spinge per una lista che provi a sconfiggerla. Tant'è che Nicola Travaglini negli ultimi giorni prima della presentazione pensa seriamente di rinunciare, complice la difficoltà di trovare candidati, ma a dissuaderlo, dicono obbligarlo, è Pallante in persona.
Alla fine la lista c'è e a un comizio partecipa lo stesso presidente del Consiglio regionale. "Un saluto" che sa di appoggio e conferma che con Della Porta la misura è colma.
Il risultato delle urne vede la Contucci riconfermata con ampio margine sui due avversari e quindi su Nicola Travaglini. Ma non rientrano in Consiglio comunale i due tesserati di Fratelli d'Italia e cioè il presidente di circolo Franco Mancinelli e l'uscente Antonio Potalivo. Ambedue dellaportiani di provata fede.
Viceversa gli unici tre eletti dell'altra lista facente capo al centrodestra sono: il candidato sindaco sconfitto Nicola Travaglini e i due uscenti Andrea Cardinali e Tania Travaglini. Tutti e tre tesserati FdI ma di fede pallantiana.
Questa la trama dello scontro interno, consumato in terra montenerese per interposti candidati e che perdura da almeno tre anni. Tre a zero per Pallante, che però finisce in minoranza.
Nella foto in alto da sinistra il presidente del Consiglio regionale Quintino Pallante e il senatore Costanzo Della Porta;
nella composizione in basso i protagonisti della vicenda: Pallante con i candidati Nicola Travaglini, Andrea Cardinali e Tania Travaglini, Della Porta con i candidati Antonio Potalivo e Franco Mancinelli.jpg)