MONTENERO DI BISACCIA. In tutti e due è contestato l'orario registrato. 12:12 e 12:25 sarà pure quello di effettivo deposito, ma i delegati erano da molto prima in municipio. E quello conta. È disponibile sul sito della Giustizia amministrativa il testo dei ricorsi presentati da Gaetano De Risio e Nicola Travaglini. L'obiettivo di entrambi è la riammissione alle elezioni comunali del 24 e 25 maggio. In sintesi annullare l'esclusione avvenuta il 25 aprile in sede di Sottocommissione elettorale circondariale. Diventare pertanto a tutti gli effetti i due candidati sindaci sfidanti della uscente Simona Contucci, al momento unica in lizza (sindrome petacciatese).
I due ricorsi presentano molte similitudini, ma anche differenze sostanziali. Su tutte una ed è l'irruzione della sindaca e dell'assessore Nicola Marraffino, riportata solo in uno dei ricorsi, anche perché è avvenuta durante la presentazione di una sola delle liste antagoniste della maggioranza uscente. Irruzione definita come comportamento abnorme e potenzialmente rilevante ai fini penali.
Ricorso di Montenero dignitosa, candidato a sindaco Gaetano De Risio. Presentato il 28 aprile, si conosce la data della discussione, il 2 maggio, quando ragionevolmente sarà anche presa una decisione da parte del Tribunale amministrativo di Campobasso. Il legale scelto è Simone Coscia, il quale motiva la richiesta così: "Violazione di legge: art. 28, co. 10, D.P.R. n. 570/1960; Circolare Min. Interno n. 38 del 8/4/2026, lett. A; art. 3, L. n. 241/1990. Eccesso di potere per difetto di motivazione, difetto dei presupposti, difetto d’istruttoria e sviamento".
In termini più semplici, e altre sentenze analoghe alla mano, si punta su tre fattori: ritardo lieve, presenza già in loco all'orario di scadenza dei presentatori con documentazione occorrente, ritardo giustificato da "ragioni eccezionali ed imprevedibili non imputabili ai soggetti interessati".
La tesi è che essendo la presentazione "terminata alle ore 12:12, (...) i presentatori, con tutti i documenti, erano già all’interno della casa comunale e che le operazioni di controllo erano in corso allo spirare del termine". Nessun ritardo, pertanto, poiché è acclarato dalla giurisprudenza che conta l'orario di arrivo, non quello di effettiva presentazione, specie se il ritardo è lieve.
Nelle otto pagine c'è anche spazio per l'irruzione della sindaca e di un assessore. Un episodio al centro delle polemiche in questi giorni, descritto da Monteneronotizie e che nel ricorso è ripreso in due distinte parti. "Poiché l’accesso alla casa comunale, alle ore 12:00 era stato chiuso, come solitamente accade, il sindaco (titolare, peraltro, della lista concorrente), unitamente all’assessore Nicola Marraffino, è entrato nell’ufficio del segretario, contestando la regolarità di quella verifica, alla quale il segretario stava attendendo oltre il termine delle 12, con ciò determinando un ulteriore rallentamento delle verifiche del segretario (che, peraltro, faceva presente al sindaco che i documenti erano arrivati tempestivamente)".
Più duri i termini nella seconda parte dedicata all'irruzione: "attesa l’abnormità del comportamento del sindaco del Comune di Montenero di Bisaccia, sig.ra Simona Contucci, e dell’assessore Nicola Marraffino, si chiede a codesto Ecc.mo TAR Molise di valutare la sussistenza dei presupposti per la trasmissione del fascicolo del presente ricorso alla Procura della Repubblica di Larino, territorialmente competente per la contestazione di eventuali condotte penalmente rilevanti a carico dei medesimi".
Ricorso di Montenero futura, candidato sindaco Nicola Travaglini. In questo caso le pagine sono venti e il legale incaricato è Vincenzo Iacovino. Le violazioni addebitate riguardano ritardo dell'amministrazione, difetto di istruttoria, violazione del principio favor partecipationis, eccesso di potere, motivazione apparente, travisamento dei fatti. Ma anche violazione dei principi costituzionali di democraticità e, infine, non imputabilità del ritardo ai presentatori per fatto d'ufficio.
La sostanza della tesi del ricorso è riassumibile nel seguente passaggio: "il fatto che il segretario generale abbia comunque ricevuto gli atti, abbia proceduto alla loro verifica e abbia redatto il verbale con l’orario 12:25 (poi modificato dal verbale della commissione nelle ore 12:12) dimostra, in termini univoci, che la procedura era già attiva, concreta e nella piena disponibilità dell’ufficio prima della successiva formalizzazione dell’orario di deposito. Non si tratta, pertanto, di una presentazione tardiva, ma del completamento di un’attività tempestivamente avviata ben prima delle ore 12:00".
Detto altrimenti se tutto era pronto poco dopo le 12:00 è evidente che i preparativi e i documenti necessari siano stati reperiti prima, quindi prima del termine per la presentazione. A ulteriore riprova "la consegna delle prime firme prima delle ore 09:00 e delle seconde firme alle ore 11:30, con contestuale richiesta dei certificati elettorali e trattenimento di copia degli elenchi da parte dell’ufficio". Questo, per i ricorrenti, "rende ancora più evidente che il segmento procedimentale relativo alle certificazioni era già pendente presso l’amministrazione prima della scadenza del termine".
A confermare le circostanze esposte le "dichiarazioni testimoniali allegate, dalle quali emerge che il personale comunale provvedeva a trattenere copia degli elenchi, avviando la lavorazione amministrativa dei certificati e invitando i presentatori a ripassare successivamente per il ritiro degli stessi". Ne consegue, si legge sempre sul ricorso, che "già a partire dalle ore 9:00 venivano rilasciati certificati elettorali sulla base degli elenchi consegnati, e che alle ore 11:30 veniva effettuata un’ulteriore integrazione dei nominativi, con conseguente prosecuzione dell’attività di rilascio dei certificati da parte dell’ufficio elettorale".
In definitiva, ambedue le liste erano presenti in municipio prima delle 12:00, hanno chiesto la documentazione agli uffici sin dal mattino, infine consegnato poco dopo mezzogiorno, ma per motivi non ritenuti loro addebitabili.
Nessun accenno all'incursione di sindaca e assessore per lamentare il ritardo. Era già avvenuta con la precedente lista".
Si vedrà come deciderà il Tar, in tempi distinti per ogni lista, poiché i ricorsi sono stati presentati a due giorni di distanza l'uno dall'altro. Quello di Gaetano De Risio sarà discusso come accennato sabato 2 maggio. Conto alla rovescia iniziato per un primo responso giudiziario alla sindrome montenerese scatenata da queste comunali 2026.
Non manca chi imputa alle due liste di essersi ricordate tardi di acquisire i documenti necessari. In particolare la lista Montenero dignitosa ha raccolto le sessanta firme la mattina stessa, correndo qua e là in piazza. Così come gli ultimi candidati sono stati inseriti e convinti in extremis. Questo perché all'incertezza pare si sia sommata una fallita trattativa con l'altra lista, quella di Nicola Travaglini. La quale è smentita da ambo le fazioni, ma che qualche ammiccamento ci sia stato, sia pur riguardante solo alcuni dei candidati, emerge da parecchie indiscrezioni.
Allo stesso modo anche Travaglini ha chiuso la lista all'ultimo, reperendo candidati e masticando amaro quando diversi gli hanno dato picche. Tuttavia ambedue hanno completato la lista con i dodici nomi più candidato a sindaco. Inoltre la storia insegna che le liste sono presentate sempre all'ultimo, anche quando sono pronte da giorni. I maligni spiegano ciò con il timore che qualche manina possa far uscire i nomi in anticipo e farli cambiare agli avversari per affinare la strategia. Inserire per esempio parenti scomodi che possano sottrarre voti a questo o quel candidato avversario. E d'altronde anche la lista della sindaca uscente Contucci è arrivata in municipio alle 11:20, pur essendo quella completata prima di tutte.
La sindrome montenerese continua: rischio di una sola lista per esclusione di tutti i competitor degli uscenti, non per penuria di candidati.
Immagine in alto realizzata con intelligenza artificiale