MONTENERO DI BISACCIA. All is lost, tutto è perduto, come nel film di Robert Redford. La differenza è che lì c'erano solo silenzio e in sottofondo lo sciabordio dell'oceano sullo scafo della barca. Qui il fragore del Trigno è tornato a colpire. Stesso fiume, di nuovo un ponte, come ventitré anni fa. Solo più a valle, ma su una strada ancora più importante. Un disastro foriero di disagi che si protrarranno per mesi. Quanti è difficile ipotizzarlo al momento.
Il ponte della Statale 16 sul fiume Trigno è andato giù poco prima delle 10:00 di stamattina. La strada era chiusa nel tratto in questione, precisamente Petacciato-San Salvo, dalla sera precedente per gli allagamenti. Ciò che ragionevolmente ha evitato il rischio che al momento del crollo vi passassero degli automezzi. Il disastro avrebbe potuto trasformarsi in tragedia.
Piove ininterrottamente dal pomeriggio di lunedì 30 marzo, circa sessanta ore di precipitazioni lente e regolari. È allagato l'intero Basso Molise e non solo. Sono crollate strade, evacuate case e aree industriali.
Il ponte sulla Statale 16 è verosimilmente uno dei danni più gravi. Di fatto è divisa in due l'Italia e da adesso, e per chissà quanto, occorrerà percorrere vie alternative, strade Provinciali, per bypassare il viadotto crollato e rientrare sull'Adriatica. All'altezza di Petacciato se si viaggia verso sud, di San Salvo se verso nord. Significherà disagio per gli automobilisti ma anche un aumento di traffico insolito, e difficile da sostenere, per strade normalmente più tranquille. Volendo evitare le Provinciali, l'alternativa sarà prendere l'Autostrada.
Il viadotto è stato oggetto negli ultimi mesi di importanti lavori di manutenzione, ma hanno riguardato la strada, non i piloni.
E se si parla di crollo di un ponte sul Trigno, la memoria torna subito al 25 gennaio 2003, quando ad andare giù fu quello più a monte. Era del tipo ad archi, risalente a fine anni Venti e costruito dall'allora Opera Nazionale Balilla. Dopo quaranta e passa ore di pioggia cedette uno dei piloni. Tuttavia le circostanze erano molto diverse.
Pur importante, il ponte sulla Provinciale fra Montenero e San Salvo non aveva i volumi di traffico di quello sulla Statale crollato stamane. Inoltre in quel caso erano coinvolte due Province, Chieti e Campobasso, stavolta soltanto l'Anas. Ciò che potrebbe velocizzare i tempi di ricostruzione. Nel caso del 2003, difatti, fu la Provincia molisana a spingere di più, mentre in terra abruzzese il cambio di maggioranza fece perdere alcuni mesi. Nel caso attuale c'è un solo ente a decidere cosa fare: passerella provvisoria accanto come nel 2003 o direttamente ponte nuovo?
Inoltre il crollo arriva quando non manca molto alla stagione turistica e in loco vi sono tre litorali l'uno attaccato all'altro: Montenero, San Salvo e Vasto. Avranno da lavorare i navigatori satellitari, su cellulare o in dotazione ai mezzi, per accompagnare sulle strade interne chi non conosce i luoghi.
Una mazzata alla viabilità del Basso Molise e del confinante Abruzzo, ma anche all'economia, al turismo. All is lost.
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Video del ponte crollato
Reportage fotografico