Morte quattordicenne folgorato: fallita mediazione, si va a processo per il risarcimento

Il fatto avvenne nel 2022 in un parco giochi, quando il ragazzo toccò un palo della luce. Non è stato raggiunto un accordo bonario fra parti e assicurazioni, inizia la causa civile

La Redazione
31/03/2026
Cronaca
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MONTENERO DI BISACCIA. Si incammina verso una fase giudiziaria la cui lunghezza si vedrà il caso di Nicola Stante. Milionarie le richieste di risarcimento da parte della famiglia, dopo che non è andato a buon fine il tentativo di mediazione. È quanto si evince spulciando nei documenti pubblicati sull'albo pretorio del Comune, che è una delle parti chiamate a rispondere dei fatti del 28 giugno 2022.
Il quattordicenne morì folgorato dopo aver toccato con la spalla un palo della luce, mentre giocava nel parco comunale accanto alla chiesa di san Paolo. In quel momento – e solo in quel momento – il lampione era diventato conduttore di corrente elettrica. Inutili i soccorsi, arrivati in pochi minuti. Il ragazzo morì giorni dopo in ospedale a Foggia, senza aver mai ripreso conoscenza.
Seguiva la fase penale, finita con l'archiviazione per la struttura comunale e il patteggiamento da parte della ditta privata che si occupava della manutenzione dell'illuminazione pubblica. Infine, circa un anno fa, l'avvio della fase civile, delle richieste di risarcimento danni.
Gli attori sono da un lato la famiglia del minorenne deceduto, dall'altro il Comune e la ditta privata. Il proposito iniziale era di arrivare a una conclusione bonaria fra parti e compagnie di assicurazione, senza ricorso alle aule di Tribunale. Ma è sempre dalle determine comunali che si scopre che tali riunioni non sono andate a buon fine. Non è stato raggiunto un accordo, in tutta evidenza. Da qui la citazione in giudizio, per Comune e impresa, il 7 agosto 2025 e il 15 ottobre 2025. Due distinte richieste, per sedici parti complessive, e una somma di alcuni milioni di euro (1147000 solo per una delle due citazioni) per: danni patiti, danno biologico terminale (subìto dai familiari nel periodo dalla lesione alla morte), spese funerarie e altro.
La richiesta è fondata sulla violazione, che andrà dimostrata nel processo, di tre articoli del Codice civile. Il 2051 per il danno cagionato da qualcosa tenuto in custodia, mentre il 2043 prevede che chi causa un danno debba risarcirlo. Disamina diversa va fatta per l'articolo 2049, la responsabilità oggettiva, che coinvolge solo il Comune in quanto proprietario o committente.
Quella che segue è una fase processuale la cui lunghezza è solo ipotizzabile in almeno due-tre anni. Per le casse comunali l'esborso in spese legali è stato finora di circa 25.000 euro, fra liquidazioni parziali (fase extragiudiziale) e acconti per l'avviata fase processuale.
Il parco giochi dopo un lungo periodo di chiusura e sequestro è stato riaperto circa un anno e mezzo dopo. Il palo che causò la morte di Nicola Stante non c'è più, il nuovo sistema di illuminazione non prevede lampioni a terra.

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