Comunali: il maestrale sferza i due centrodestra e il centrosinistra naufraga

A meno di due mesi dalle elezioni comunali resta un clima di incertezza sulle liste. Le decisioni prese a Termoli, ma lo spettro della sindrome petacciatese aleggia ancora

La Redazione
27/03/2026
Politica
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MONTENERO DI BISACCIA. Viste le raffiche di maestrale a oltre sessanta all'ora dovranno scegliere un locale con infissi robusti. Sempre che anche domani, come in uso soprattutto il sabato, i politici monteneresi si incontrino con quelli di livello superiore a Termoli. È avvenuto diverse volte, come quando lo stesso giorno sono stati visti Simona Contucci in un ristorante e Nicola Travaglini in un bar. La sindaca partecipava a un evento di propaganda elettorale per il referendum sulla giustizia. Il predecessore, ex alleato poi nemico, a maggio probabile sfidante alle comunali, invece conversava con il presidente della Regione Francesco Roberti.
Secondo ambienti vicini al centrodestra molisano era in corso un ennesimo tentativo per ricucire un rapporto deteriorato da quasi tre anni. Ma non sembra che la mediazione di Roberti abbia ancora sortito qualche frutto. Contucci e Travaglini restano su fronti distanti a meno di un mese dalla presentazione delle liste. Correranno l'uno contro l'altra? Può essere, anche perché tutti e due si starebbero muovendo per comporre la squadra e affiancare al proprio dodici nomi. Per la sindaca uscente un compito più facile, mentre per l'avversario il più arduo obiettivo di compattare la fazione di centrodestra cui è invisa la titolare del Palazzo.
Un centrodestra che ovunque ha accusato il colpo per la sconfitta al referendum sulla giustizia. A Montenero gli amministratori comunali non si sono stracciati le vesti per far votare Sì, ma sono stati visti partecipare (e annuire vistosamente) solo alla riunione per il Sì. Oltre a fare riferimento allo scacchiere conservatore a livello regionale. A confermare l'influenza, se non l'egemonia di quest'ultimo sulle cose locali, sarebbe anche la mancata ricandidatura di Fiorenza Del Borrello alle provinciali. I primi rumors sul veto alla riconferma dell'assessora comunale si sono sentiti intorno ai primi dieci giorni di marzo. Le liste sono state presentate il 23.
Ma se nel centrodestra si tribola, va peggio in casa progressista. Alcune complicazioni sono emerse anche nell'intervista del consigliere di minoranza Gianluca Monturano, qualche giorno fa. Si hanno difficoltà a trovare un candidato a sindaco, si è vociferato di un professionista proposto dal Movimento 5 stelle, mentre il Pd ne avrebbe un altro. Non bastasse, alcuni elementi orbitanti intorno alla galassia di sinistra sarebbero andati dalla Contucci a chiedere un posto in lista. Pare che la sindaca abbia risposto picche. Nel complesso, a quattro settimane dalle liste, non è un quadro molto tranquillizzante per Pd e affini.
Ne va che dovesse tirare i remi in barca il centrosinistra e dovesse Nicola Travaglini scoraggiarsi o rappacificarsi con la Contucci, si andrebbe incontro alla sindrome petacciatese. Una sola lista, come nel centro confinante due anni fa. Scenario ritenuto impossibile fino a qualche tempo fa. Chissà se sarà spazzato via o viceversa spinto dal vento di maestrale di domani in quel di Termoli, se vi saranno gli incontri politici del sabato con la gerarchia regionale.
Nella foto in alto da sinistra Francesco Roberti, Simona Contucci e Nicola Travaglini (fotomontaggio effettuato manualmente con software)

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