MONTENERO DI BISACCIA. Sei sconfitte su nove e va peggio in secondo grado: sei volte su sette il Comune perde quando ha un contenzioso con gli utenti su tributi vari. Questo almeno stando ai dati del 2025, ricavati dalla banca dati della Corte di giustizia tributaria di Campobasso. Quella cui si rivolge il contribuente quando ritiene di aver subìto un'ingiusta tassazione dalla pubblica amministrazione. E nel caso montenerese il bilancio è decisamente a favore di chi ha fatto ricorso. Difatti nel 2025 il Comune perde cause che riguardano tributi percepiti in più per quasi 95000 euro, vince per poco più di 5000. E perde nella quasi totalità dei gradi superiori, anche e soprattutto quando fa ricorso dopo aver perso in primo grado. Doppia sconfitta.
Le cause perse sono sei e riguardano sia accertamenti sia contestazioni degli utenti per aver pagato più di quanto dovuto. I tributi interessati sono Imu (imposta sugli immobili) e Tari-Tarsu ecc. (immondizia). I periodi di tassazione interessati vanno dal 2006 al 2002, mentre le cause (nei vari gradi di giudizio) sono state discusse in un arco di tempo che va dal 2015 al 2024. Un periodo lungo che si può spiegare con l'arrivo dell'accertamento e della sanzione del Comune già dopo qualche anno, poi la trafila giudiziaria, ancora più lunga se riguardante appello o cassazione.
Le tre vittorie del Comune riguardano richieste di rimborso Imu non dovuto, oppure opposizione a una sanzione per omessa denuncia. La Corte tributaria ha dato ragione all'ente in un caso perché il ricorso è stato presentato su carta anziché via telematica, in un altro perché il tributo era pagato in un altro Comune (vizi formali non regolarizzati in tempo), nel terzo al cittadino toccava effettivamente dichiarare l'Ici (poi divenuta Imu).
Fin qui quando è andata bene al Palazzo, il resto sono tutte sconfitte e riguardano tutte secondo o terzo grado di giudizio. In tre casi sono stati cittadini a presentare appello, vincendo sempre. Nei restanti è stata invece l'amministrazione comunale a opporsi alla decisione della Corte, poi confermata. In più casi il contribuente ha contestato al Comune di pagare troppa immondizia a fronte di un servizio carente o non fornito, trattandosi di rifiuti speciali smaltiti in proprio e con costi extra. A nulla è valso per l'amministrazione evidenziare la presenza di tre cassonetti, ritenuti viceversa insufficienti ed a uso anche di altre imprese in loco, secondo la Corte tributaria. Oltre 90000 euro la tassa che il Comune riteneva di dover riscuotere e che invece è stata negata dalle sentenze di appello e cassazione.
L'unica causa vinta nei gradi superiori di giudizio, e in particolare nel terzo, riguardava un'omessa dichiarazione Ici per l'anno 2011, per poco più di 3000 euro. Non è stata una buona annata per le controversie con i propri amministrati.
Immagine in alto realizzata con intelligenza artificiale