Verso le elezioni: Monturano sfida la Contucci e sprona il Pd

Intervista al consigliere di minoranza, il primo a rompere il ghiaccio nel silenzio che avvolge lo schieramento che dovrebbe sfidare la sindaca uscente alle comunali di maggio

Rossano D'Antonio
24/03/2026
Politica
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MONTENERO DI BISACCIA. "Vale sempre la pena di mettersi in gioco, anche se la sfida è difficile". A un mese dalla presentazione delle liste per le elezioni comunali c'è un silenzio generale che comincia a preoccupare più di un elettore. A intervenire per primo sul fronte della minoranza è Gianluca Monturano. Esponente pentastellato, alle spalle un quinquennio in opposizione, nell'intervista che segue spiega le ultime strategie del fronte progressista per scalzare la sindaca uscente Simona Contucci. Qualche frizione interna trapela fra le righe, anche se minimizza. Risponde anche sull'eventualità di un fronte allargato al centrodestra in dissenso con la sindaca. Così come non si sottrae alla domanda sull'eventualità della sindrome petacciatese.
Consigliere Monturano, soddisfatto per la vittoria del No di ieri al referendum costituzionale sulla giustizia?
"Sono davvero entusiasta del risultato e, sinceramente, non mi aspettavo una vittoria così netta, soprattutto nelle aree periferiche del Paese. La nostra Costituzione è la pietra d’angolo da difendere con fermezza, come già facemmo dieci anni fa contro la riforma Renzi, anch’essa molto, se non ancora più, pervasiva.
Ci siamo opposti a una deriva pericolosa che avrebbe, certamente, alterato gli equilibri democratici, mettendo in discussione l’indipendenza della magistratura. Il No, in questo senso, è un chiaro Sì ai principi cardine della costituzione ed è anche un segnale politico forte nei confronti della maggioranza di governo, a livello nazionale, regionale e locale.
A Montenero di Bisaccia, dove l’opposizione era compatta per il No mentre la maggioranza si era schierata apertamente per il Sì, con tanto di foto ricordo, mi sembra che il messaggio sia arrivato con chiarezza".
Il referendum precede di poco un appuntamento elettorale più locale, come le comunali di Montenero di Bisaccia, suo paese. La maggioranza era per il Sì, voi della minoranza per il No. Considerate la vittoria di ieri una sorta di presagio, un qualcosa che fa ben sperare per maggio?
"Più che un presagio, lo considero un segnale politico chiaro che va letto con grande attenzione, soprattutto in una fase come questa in cui i cittadini chiedono serietà e coerenza. Il voto dimostra che quando le posizioni sono nette e comprensibili, senza inseguire ambiguità, le persone partecipano e scelgono con consapevolezza.
Anche a Montenero si è visto chiaramente che quando c’è chiarezza nelle posizioni, i cittadini rispondono. Noi, insieme al consigliere Fabio De Risio, che ringrazio sempre per l'impegno e la coerenza, abbiamo portato avanti in questi anni un’opposizione intransigente ma sempre rivolta all’interesse della comunità. In questo senso – continua Gianluca Monturano -, nelle scorse settimane abbiamo già avviato interlocuzioni con il circolo del Pd in vista delle comunali, mettendo sul tavolo idee e proposte concrete. Abbiamo inoltre, e questo è il fatto nuovo, indicato un nome come capolista: una figura credibile e seria, un profilo perfettamente in linea con quello che il Pd stesso ha sempre dichiarato di cercare per la guida della nostra comunità.
Su questo, però, attendiamo già da alcuni giorni un riscontro. Credo che oggi il tema non sia rincorrere soluzioni di retroguardia, ma avere il coraggio di costruire un progetto condiviso, che guardi davvero al futuro di Montenero".
Sembra di capire che già siano nati i problemi fra voi 5stelle e il Partito democratico. Loro pensavano a Antonino D'Antonio, assessore negli anni Novanta-Duemila. Il vostro nome, che probabilmente non rivelerà, è un altro. In sostanza, avete litigato già?
"No, assolutamente no. Non abbiamo litigato e, da parte nostra, non c’è mai stato un no pregiudiziale a nessuno – la risposta del consigliere di minoranza -. Anzi, personalmente ho anche una certa simpatia per il nome che il Pd ha fatto e che lei cita. Semplicemente è stato il Pd stesso, nella figura del suo segretario, già nella prima riunione, a chiederci di valutare e indicare anche altri nomi, definendo chiaramente un profilo di candidato da proporre.
Seguendo quel criterio, ho chiesto e ottenuto la disponibilità di una persona che risponde esattamente a quelle caratteristiche: una figura seria, credibile, direi quindi perfetta anche e soprattutto per il PD. Questo nome l’ho fatto direttamente ai membri della segreteria locale del Pd, alla presenza anche dei miei colleghi del gruppo Montenero democratica e progressista. Il Pd sta facendo le sue valutazioni e confido che possa arrivare a breve una risposta, così da poter partire con il lavoro politico, dal programma alla campagna elettorale.
Nel frattempo, questo nome sta già circolando nella nostra comunità, probabilmente anche tra i membri della maggioranza e, da quello che sento, è molto apprezzato sia tra la gente comune ed anche tra i miei coetanei. Per cui, per rispondere alla sua domanda: no, nessun litigio. C’è semplicemente un confronto in corso, come è giusto che sia".
Invece l'alleanza con la parte di centrodestra che si è staccata dalla sindaca Contucci, ciò che lei stessa ha definito "mischione" qualche settimana fa?
"Al momento non è stato oggetto di alcuna discussione".
Si è parlato persino di sindrome petacciatese, cioè una sola lista in campo, la maggioranza uscente. Si sente di escludere questa ipotesi?
"Guardi, da consigliere comunale in carica, e avendo ricevuto in questi anni anche un ampio consenso personale, sento la responsabilità di impegnarmi affinché a Montenero ci sia una lista forte, strutturata, seria, con un programma innovativo, come quello che abbiamo già scritto cinque anni e mezzo fa. Io credo che una comunità come la nostra meriti confronto, idee e una proposta alternativa credibile. È quello su cui sto lavorando in queste settimane.
Detto questo, se dovesse prevalere una logica di rassegnazione o, peggio ancora, qualche tattica politica miope da parte di alcuni attori in campo, allora me ne farò una ragione, con assoluta serenità. L’impegno per la comunità lo porto avanti con convinzione e passione, non per interesse personale. Nella mia vita lavorativa e professionale ho già importanti impegni e soddisfazioni. Quindi – aggiunge Monturano - o c’è una reale volontà di provare a fare qualcosa di buono, oppure ognuno farà le proprie valutazioni, io per primo. Proprio in questa direzione di serietà, abbiamo individuato un nome in grado di rappresentare degnamente tutto quanto ho appena detto.
Quindi, sul rischio della cosiddetta 'sindrome petacciatese', il mio impegno è teso proprio a evitare che si arrivi a una sola lista. Anche perché, scherzando ma non troppo, pare esistere anche un’altra 'sindrome', quella di Chiauci (Is), dove non è stata presentata alcuna lista. Credo che nessuno voglia arrivare a questo punto".
È sua opinione che i sindaci uscenti siano favoriti. Vale la pena di sfidare la Contucci?
"Ho sempre pensato, e credo sia evidente, che i sindaci uscenti siano oggettivamente favoriti, non una ma dieci volte. È un dato di fatto, che vale ovunque e che vale anche qui, e sono certo che la stessa Contucci ne sia pienamente consapevole. Proprio per questo, però, provare a costruire un’alternativa e a sfidare chi parte avvantaggiato diventa ancora più significativo.
Se c’è un progetto serio, credibile e condiviso, allora vale sempre la pena mettersi in gioco; altrimenti, dopo averci provato con convinzione, avrò comunque la coscienza a posto".

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