MONTENERO DI BISACCIA. L'ufficializzazione della data non ha ancora messo fretta a chi vorrà tentare l'assalto al Palazzo e "cacciare" chi lo occupa da cinque anni. O meglio non a tutti, perché se da parte progressista c'è chi si fa avanti, nello scacchiere di destra si nicchia. Oppure si lavora talmente sottotraccia da riuscire a sfuggire allo sguardo indiscreto degli osservatori locali.
Intanto chi il Palazzo lo occupa, e pare volerci rimanere molto a lungo, lavora per tentare di spaccarla quella destra e accattivarsene una parte importante. Da vedere se ci riuscirà.
Il tutto in vista del voto per le comunali, fissato al 24 e 25 maggio prossimi.
Schieramento progressista. All'inarrestabile ritirata dei rappresentanti del centrosinistra eletti, cioè i quattro consiglieri comunali di minoranza, fa da contraltare l'attivismo di un ex amministratore. Antonino D'Antonio già da mesi ha fatto capire di voler tornare nell'arena e soltanto pochi giorni fa ha pubblicato un post sulla sua pagina Facebook che ne è ulteriore conferma.
"Il 25 aprile 2026, alle ore 12:00, scade il termine per la presentazione delle liste elettorali per il rinnovo del Consiglio comunale e l'elezione del sindaco. Coloro che si lamentano per 5 anni, i leoni da tastiera, e i furbi aspiranti strateghi, si sveglino". Questo il testo del suo intervento, che conferma la sua volontà di discesa in campo. Manca in municipio da sedici anni; da qui al citato 25 aprile lo aspetta il non facile compito di capire cosa è cambiato da allora, convincere altri dodici a seguirlo nell'impresa. Lui, difatti, vorrebbe candidarsi a sindaco e sfidare l'uscente Simona Contucci, oltre che l'eventuale altra lista di destra.
Schieramento della maggioranza uscente. La sindaca ha iniziato da parecchio le manovre per arrivare a riconfermarsi e rimanere al comando del paese almeno fino al 2031. Il resto si vedrà, se provare a mantenere il potere fino al 2036, salvo eventuale non facile promozione in Regione nel frattempo. Le manovre che la Contucci attua riguardano non soltanto la ricerca di almeno sei candidati che le mancano per completare la lista. Riguardano soprattutto spaccare il fronte conservatore. Nei giorni scorsi rumors vogliono che si sia incontrata con il senatore Costanzo Della Porta. Sin dall'indomani della spaccatura della maggioranza, nell'estate 2023, la sindaca ha vantato un rapporto rimasto intatto con la dirigenza regionale di Fratelli d'Italia. In particolare con Della Porta. Obiettivo: tirare il senatore (e sindaco di San Giacomo) dalla sua e isolare la parte di destra con cui ha litigato quasi tre anni fa. Ciò che portò alla spaccatura della maggioranza e sua mutilazione, con la perdita di due assessori: Andrea Cardinali e Tania Travaglini. A quest'ultima indiscrezioni vogliono che la Contucci abbia più volte proposto di rientrare nella sua maggioranza, ricevendo sempre un due di picche. E in almeno un'occasione sarebbero volati stracci e a nulla sarebbe servita la mediazione, in presenza, sempre del senatore Della Porta.
Fallito il tentativo di irretire l'ex sua assessora, la sindaca pare essersi orientata su un doppio binario: conquistare da un lato i vertici regionali, dall'altro i militanti locali di FdI. In quest'ottica rientrerebbero gli incontri con Della Porta come di maggiorenti locali del partito, ma persino di ex amministratori di centrodestra. Aperitivi, discussioni in auto, naturalmente lunghe telefonate, qualunque contesto va bene. Ne va della (ri) conquista del Palazzo.
Schieramento di destra. Qui come accennato si dirigono maggiormente i tentativi della Contucci di portare divisione. In sintesi, togliere terreno al suo predecessore Nicola Travaglini. Colui che ha contribuito in maniera determinante alla sua elezione nel 2020, per altro. Basti pensare che i due primi eletti, Tania Travaglini e Andrea Cardinali, da soli hanno preso i voti con cui la Contucci ha staccato la lista avversaria. Ma questo succedeva cinque anni fa. Oggi resta da verificare quanto lo scenario sia simile ad allora, quanto la Contucci abbia (e se abbia) guadagnato consensi propri dopo cinque anni di potere.
Dal canto loro, i militanti di destra, di Fratelli d'Italia principalmente, sembrano nicchiare più di tutti. Un atteggiamento attendista, temporeggiatore. Il poco che trapela dai loro ambienti sostiene la regola che è meglio non affrettarsi. Il che significa non bruciare i nomi, almeno dei candidati a consigliere. Perché chi vorrà provare a togliere la fascia alla Contucci dovrà necessariamente uscire prima. E chi sarà? Nicola Travaglini come si vocifera da un bel po' e come la stessa sindaca ha sostenuto nell'intervista rilasciata a Monteneronotizie alcuni giorni fa?
Sindrome petacciatese, tre liste o due? La prima ipotesi, una sola lista e quindi débâcle di ogni barlume di democrazia e vivacità civile, è stata esclusa sia da destra sia da sinistra. Non accadrà come a Petacciato, così hanno riferito in contesti informali da ambo le fazioni. Pertanto resta la domanda: oltre a quella della Contucci quanti saranno i contendenti?
Sempre nell'intervista citata, la sindaca ha espresso dubbi sulla possibilità di arrivare a riempire tre liste. A suo giudizio trovare trentanove nomi, al giorno d'oggi, disposti a mettersi in lizza e in lista è impresa ardua. Nessuno vuole candidarsi, la sua tesi. Ma al tempo stesso la Contucci ha bollato come "mischione" l'eventuale alleanza fra elementi di destra e di sinistra per batterla. "Non so se gli elettori lo capirebbero – le sue parole -, certamente ci sarebbe un forte scollamento dell'elettorato di centrosinistra, che potrebbe disertare le urne (…), perché a Montenero un certo voto di opinione c'è".
Va però ricordato che le alleanze trasversali sono una costante a Montenero da oltre mezzo secolo. Oltre al fatto che la stessa Simona Contucci, nel 2015, è arrivata al potere grazie a un'alleanza proprio con Nicola Travaglini, diventato nel giro di un anno ex avversario. E per poi tornare a esserlo.
Ma dovesse esserci il "mischione", allo stato attuale non giungono indiscrezioni di trattative in corso. Oppure, a destra come a sinistra, sono talmente bravi da sfuggire agli attenti radar degli osservatori di cose locali.
Resta infine la domanda su cosa la Contucci tema di più, se vedersela con due o un solo avversario. Si può solo provare a ipotizzare e in tal senso la sindaca potrebbe preferire un sola lista di centrosinistra, con desistenza a destra. Tesi che spiegherebbe i tentativi di "infiltrare" lo schieramento conservatore e tenere dalla sua un big regionale come Costanzo Della Porta. Dividere gli avversari "interni" e continuare a imperare. Una campagna elettorale tutta nel fronte di destra che, per il momento, scorre in un fiume carsico.
Nell'immagine in alto (fotomontaggio): da sinistra Simona Contucci, Nicola Travaglini e Antonino D'Antonio