MONTENERO DI BISACCIA. Un problema che riguarda tanti locali, ma prima di fare causa al Comune sarà meglio dare una sbirciata alla propria posizione catastale. Se vi sono infiltrazioni dalla rete fognaria o dall'acquedotto, difatti, il rischio è di non avere i titoli per chiedere un risarcimento. Quella in questione è una causa civile che va avanti da anni e si sta per scrivere l'ultimo capitolo, essendo appena iniziato il Terzo grado di giudizio, la Cassazione.
Una controversia che vede fronteggiarsi il proprietario di un immobile e il Comune di Montenero di Bisaccia. Il privato ha avuto torto in Primo grado a Larino nel 2020 e in Appello a Campobasso nel 2025. A fine anno è stato protocollato il ricorso in Cassazione e la conseguente chiamata a resistere per il Comune. L'esito si saprà ragionevolmente fra qualche anno, ma nel frattempo il caso è già un esempio di giurisprudenza, ripreso anche in portali internet specializzati. E attenzione: potenzialmente potrebbe riguardare molti più cittadini-proprietari di immobili di quanto si pensi.
Il fatto e la prima sentenza. L'immobile in oggetto si trova accanto a una scalinata pubblica, dalla quale proverrebbero infiltrazioni dalla rete fognaria e in caso di pioggia, tali da danneggiare seriamente il locale, specie nella parte seminterrata. Da qui la causa intentata dal proprietario al Comune, proprietario della strada, per ottenere un risarcimento danni.
Il Tribunale di Larino si è espresso nel 2020, rigettando la domanda del privato perché, particolare non di poco conto, la parte di immobile danneggiata era tecnicamente abusiva. E lo era perché tempo prima il garage era stato trasformato in un'attività economica, ma senza cambiare la destinazione d'uso. A Comune e Catasto, in sostanza, continuava a risultare rimessa.
Tanto per non smentire le complicanze che sempre si accompagnano alle questioni legali, la causa si intrecciava con passati procedimenti giudiziari, presso il Tar Molise, per permessi di costruire in sanatoria non avuti ecc.
I giudici di Primo grado di Larino diedero torto al privato. Da qui il ricorso in Appello e lo spostamento della trattazione presso gli uffici giudiziari di Campobasso. Al Comune di Montenero la notifica arrivò nel novembre 2020 e dovette di nuovo prepararsi a resistere in giudizio.
La sentenza di Appello è arrivata nel maggio 2025 e ha di fatto confermato in toto quanto sostenuto dai colleghi in Primo grado. "Il proprietario non può trarre beneficio alcuno dalla sua attività illecita" si legge nella sentenza, tanto che "nella determinazione indennitaria non deve tenersi conto delle costruzioni abusive". Ma va ribadito che non si tratta di un intero stabile abusivo, bensì solo del locale trasformato da garage ad attività economica. E questo perché "il mutamento di destinazione d'uso di un immobile è soggetto di per sé all'ottenimento di un titolo edilizio abilitativo; anche un mutamento di destinazione d'uso meramente funzionale, ovvero senza la realizzazione di opere edilizie, può determinare una variazione degli standard urbanistici ed è in grado di incidere sul tessuto urbanistico della zona".
Va da sé che la Corte di Appello di Campobasso ha riportato per ogni motivazione i riferimenti giuridici, ai codici così come a precedenti sentenze, specie della Cassazione. Note qui omesse per non complicare ulteriormente la lettura.
"La responsabilità (...) dell'ente pubblico territoriale per il danno da esondazione di una tubazione di raccolta dell'acqua piovana situata in prossimità di un edificio, può essere esclusa ove sia accertata l'insanabile mancanza dello jus aedificandi della costruzione". Tradotto: senza regolarità urbanistica, quindi anche senza cambio di destinazione d'uso da garage ad attività, si è tecnicamente in abuso edilizio.
A nulla è valso, per il privato, sostenere che non tutta la casa fosse abusiva ma solo il locale in cui si staccavano intonaco, piastrelle dal bagno e si formavano muffe e alghe. I giudici hanno evidenziato che i danni si riferivano solo al locale con irregolare posizione catastale, quindi per loro abusivo. E un danno a un bene abusivo, dura lex sed lex, non è risarcibile. Anche se le infiltrazioni fossero colpa del Comune.
Il verdetto della Cassazione per arrivare impiegherà qualche annetto, nella migliore delle ipotesi. Si vedrà se metterà il sigillo definitivo dando ancora torto al proprietario o riformerà la sentenza di Appello. In un paese come Montenero di Bisaccia, collinare, non si contano i locali che possono incappare in problemi di infiltrazione, essendo molti costruiti almeno in parte controterra.
Aspettando la decisione della Cassazione, visto che di controversie del genere con il Comune le hanno in parecchi, sarà il caso di chiedere prima una visura catastale dell'immobile, poi intraprendere una causa legale.
Immagine in alto realizzata con intelligenza artificiale Copilot