MONTENERO DI BISACCIA. Se l'indiscrezione fosse confermata qualcuno penserà a un'ostentazione di sicurezza nella riconferma fra qualche mese. Sarà Simona Contucci la prossima presidente dell'Unione dei Comuni del Basso Biferno? Si saprà venerdì o al massimo sabato, a seconda che basti la prima o sia necessaria la seconda convocazione.
Nel frattempo trapela che potrebbe essere proprio la sindaca di Montenero in pole position. Ma se i numeri possono essere dalla sua parte, resta l'incognita: fra quattro mesi circa si rivoterà per il nuovo Consiglio comunale e, se non fosse riconfermata, bisognerebbe eleggere di nuovo il presidente dell'Unione dei Comuni. E allora la Contucci confida talmente tanto nel suo trionfo da dire: eleggetemi pure, tanto resto io al comando di Montenero?
L'Unione dei Comuni del Basso Biferno è un ente che unisce nove municipi, oltre a Montenero ci sono Larino, Montecilfone, Petacciato, San Giacomo degli Schiavoni, San Martino in Pensilis, Guglionesi, Portocannone, Ururi. Si occupa di diversi adempimenti istituzionali per i Comuni associati, come la raccolta dei rifiuti oppure la gestione delle gare di appalto. Insieme è più facile, questo il denominatore.
Il Consiglio è composto di ventisette elementi così individuati: per ogni Comune il sindaco, un esponente di maggioranza e uno di minoranza (se ce n'è una). Il Consiglio nomina poi il presidente della giunta, l'esecutivo, fra uno dei sindaci. Questa la carica che andrà rinnovata in questo fine settimana.
Dal novembre 2021 il presidente della Basso Biferno è Giorgio Manes, il sindaco di Montecilfone. Eletto all'unanimità con ventitré voti. E qui arriva un'anomalia: da statuto la carica dura un anno, confermabile solo una volta. Manes è al comando da quattro anni. Di più, dopo quella di fine 2021, non c'è stata nemmeno più una votazione. Un qualcosa che può essere spiegato con la scarsa rilevanza attribuita all'istituzione. Non si prende denaro, nemmeno un gettone, non si ha chissà quale potere, poiché spesso si tratta di dare l'ok a quanto già predisposto dalla struttura tecnica. Ergo, non c'è la corsa che si vede quando in ballo c'è un posto in Consiglio regionale o da sindaco di un Comune. Basti pensare che diversi componenti non partecipano mai alle sedute. Le quali non sono chissà quanto frequenti: nel 2025 quattro Consigli unionali e nove riunioni di giunta. Nulla a che vedere con ciò che succede in un Comune nemmeno troppo grande, dove sindaco e assessori si riuniscono anche più volte alla settimana e si convoca in media un Consiglio comunale al mese.
Dopo quattro anni, pertanto, si torna al voto in questo inizio 2026. La prima convocazione è prevista per venerdì 30 gennaio alle 18:00, la seconda il giorno successivo alla stessa ora, sempre nella sala consiliare di Larino. Per eleggere il nuovo presidente occorreranno 18 voti in prima e 14 in seconda convocazione (maggioranza qualificata). Nessuna speranza che sia eletto un esponente di centrosinistra, vista la netta predominanza degli avversari.
E allora chi prenderà il posto di Manes? Si fa avanti l'ipotesi Simona Contucci, almeno stando ad alcune indiscrezioni. Da quando ne fa parte Montenero non ha mai avuto la presidenza, inoltre la sindaca ha dalla sua i numeri. Tolti Larino e Portocannone perché di centrosinistra, e Montecilfone perché è lì da quattro anni, a fare concorrenza a Montenero resterebbero in cinque. Che diventano subito tre considerando che Guglionesi è fuori gioco, poiché il sindaco nemmeno è più parte del Consiglio per una questione di incompatibilità; mentre San Giacomo è retta da un senatore, Costanzo Della Porta, che è altamente improbabile sia in cerca di un'ulteriore carica. Ne consegue che la Contucci dovrebbe vedersela con i sindaci di San Martino, Ururi e Petacciato.
Una partita che può giocare o, se sono vere le indiscrezioni, la vede già presidente per accordi presi con gli altri omologhi.
Ma a Montenero si rinnovano sindaco e Consiglio comunale in primavera. E qui arriverebbe il vero nodo: se non rieletta, la Contucci dovrebbe lasciare l'Unione dei Comuni dopo soli tre mesi circa. È così convinta di rivincere le elezioni che esclude possa provocare una vacatio dopo pochi mesi e rendere necessario individuare un nuovo presidente?
E l'eventuale successo, in questo fine settimana, le servirebbe come dimostrazione di forza in vista delle elezioni di primavera?
Immagine in alto: Simona Contucci e Giorgio Manese in un fotomontaggio ottenuto con intelligenza artificiale Copilot