MARINA DI MONTENERO. Per verificare che sia l'intervento risolutivo occorrerà aspettare, per il momento è un significativo passo avanti. Saranno coperte le vasche che trattano i rifiuti presso il depuratore di contrada Padula, ciò che dovrebbe rappresentare una svolta per i cattivi odori che si spingono fino alla spiaggia.
L'ultimo via libera in ordine di tempo è quello della Regione Molise che, acquisita la relazione tecnica dell'Arpa Molise, ha sancito che non occorre nessuna Valutazione di impatto ambientale. Si traduce in un risparmio di tempo e denaro per la Arap servizi, società abruzzese che gestisce l'impianto.
I lavori di copertura, come accennato, dovrebbero risolvere le emissioni odorigene che, quando si trattano determinati rifiuti nel depuratore, si diffondono nei dintorni. Poiché le case della Marina di Montenero sono vicine (circa 700 metri), la puzza arriva fin lì, creando disagi a pochi residenti d'inverno e parecchi turisti d'estate. Tant'è che negli ultimi due anni la Regione Molise, su spinta dell'amministrazione comunale, ha vietato il trattamento di alcuni tipi di rifiuti nella bella stagione. Ne è conseguita una battaglia legale fra enti e Arap tuttora in corso. Tuttavia il provvedimento ha permesso di stabilire quali tipi di rifiuti originano i cattivi odori: durante il periodo di divieto la puzza sparisce, al netto della dimostrata inaffidabilità del rilevamento via app attivata dall'Arpa (argomento trattato in precedenti articoli).
Il depuratore di contrada Padula si trova in Molise ma è gestito da un ente abruzzese. Questo perché serve le zone costiere di San Salvo e Vasto, principalmente, e anche quella di Montenero, oltre alla zona industriale di San Salvo. Fu realizzato a Montenero, nei primi anni Ottanta, perché faceva parte del Consorzio industriale del Vastese. E vi aveva aderito, una decina di anni prima, per non far prendere più la residenza in Abruzzo ai pendolari che lavoravano nelle fabbriche di San Salvo. Il depuratore fu il prezzo chiesto anni dopo, che a Montenero oltre ai servizi dà anche un po' di cattivo odore da sempre.
Gli interventi previsti al depuratore. I dettagli sono riportati sulla relazione tecnica esaminata con attenzione dall'Arpa (Agenzia regionale protezione ambientale). In particolare sono previste:
- realizzazione di coperture delle vasche di alcune sezioni impiantistiche, dedicate alla linea rifiuti e alla linea fanghi biologici, e relativo trattamento dell’aria esausta presente all’interno delle sezioni coperte, mediante posa in opera di due scrubber;
- installazione di serbatoi fuori terra per il deposito preliminare di alcune tipologie di rifiuti liquidi in ingresso impianto.
Interventi che interesseranno sette zone dell'impianto:
- sezione 1 – bacini di contatto e trattamento chimico dei percolati;
- sezione 2 – bacini di contatto e condizionamento chimico dei percolati;§
- sezione 3 – bacino di equalizzazione;
- sezione 4 – pre-ispessimento dei fanghi;
- sezione 5 – bacino di post-ispessimento dei fanghi;
- sezione 6 – vasca scarico del digestato;
- sezione 7 – area di scarico.
Alla luce di quanto esaminato, l'Arpa afferma che: "(...) sulla base della documentazione acquisita e delle valutazioni modellistiche effettuate, l’intervento proposto possa essere considerato compatibile sotto il profilo olfattivo, a condizione che siano rispettati i limiti emissivi previsti dalle BAT (migliori tecniche disponibili n.d.r.) e garantite le misure di controllo e monitoraggio, fermo restando che la presente conclusione si fonda su dati progettuali e su previsioni di dispersione, da confermare in fase di esercizio mediante verifiche e monitoraggi".
Fin qui la relazione dell'Arpa, mentre la giunta regionale, nella delibera in questione, fa riferimento anche ad altri adempimenti, come il rispetto di quanto prescritto nello studio di incidenza ambientale, trattandosi di Sito di interesse comunitario (Sic). In particolare "divieto di realizzare le opere (...) durante il periodo riproduttivo che va in media dal mese di marzo al mese di giugno". Oltre che dover "realizzare tutte le coperture delle vasche di trattamento previste dal progetto utilizzando colorazioni o rivestimenti delle superfici esposte all’esterno in modo da non apparire come specchi d’acqua". Ne deriva che i lavori quasi certamente non potranno svolgersi in questa primavera, stante il divieto nel periodo riproduttivo della fauna dovuto alla collocazione all'interno di un Sic.
Infine la giunta regionale del Molise specifica che non si tratta ancora di un permesso finale, per il quale occorrerà attendere la fine dell'iter (verifica dell'idoneità dell'area, vincoli urbanistici ecc.).
Questo l'ultimo capitolo di una saga che va avanti da tempo e che vede le amministrazioni comunali monteneresi battersi dai primi anni Ottanta. 