MONTENERO DI BISACCIA. Non è poi vero che da qui scappano tutti. C'è chi sceglie il centro bassomolisano e, attenzione, non si tratta di attempati signori in cerca di un posto più tranquillo di quello lasciato, in Italia o all'estero, dove godersi la pensione. No, è una coppia giovane, con due figli, il più piccolo nato da poche settimane. Costanza e Carmine si sono trasferiti a Montenero di Bisaccia a ottobre da Schiavi d'Abruzzo. Dalla media montagna alla collina costiera. All'origine della scelta la comodità del lavoro soprattutto per Carmine, laureato in Tecnologie alimentari, che è Tecnico commerciale in biotecnologie e impianti per l'enologia. Dietro il vino che arriva in tavola c'è anche la sua mano.
Costanza ha invece una laurea in Scienze del servizio sociale, ma al momento si dedica esclusivamente a Marianna, due anni, e Luciano, nato a dicembre. Quella che segue è una chiacchierata per capire cosa li ha spinti a scegliere Montenero. Vivono in una casa a qualche chilometro dall'abitato, in campagna ma non lontano dalle principali vie di comunicazione. Cosa ha fatto scegliere loro un posto che altri lasciano e che, senza giri di parole, c'è chi definisce senza speranza? Non resta che sentirne l'opinione.
Da Schiavi d'Abruzzo avete scelto di trasferirvi a Montenero. Come mai?
"Carmine: ritengo che Montenero può essere strategico per le persone che, come me, lavorano sulla costa adriatica, ha una dimensione ancora umana e poi le dolci colline sono molto accoglienti per chi vuole trascorrere giornate tranquille. Non si può escludere l'aspetto economico, perché il mercato immobiliare di Vasto o San Salvo è molto caro. Credo che abbiamo trovato un buon compromesso tra esigenze familiari, abitative, logistiche e lavorative".
Forse non come i centri più interni, ma anche Montenero perde abitanti, c'è chi sceglie di andare via. Voi invece ci siete venuti. La prima impressione che vi ha fatto il paese?
"Costanza: venendo da un piccolo paesino, Montenero ci è sembrata all'altezza di ciò che cercavamo. Tutto dipende da quello che si cerca e dal modo di vivere. Iniziando a frequentare l'asilo della bimba, facendo un po' di giri in paese non possiamo che confermare quello che immaginavamo: un paese tranquillo ma fornito di tutto ciò che sono i servizi primari e anche di più. Inoltre ha dei bellissimi panorami".
E va detto che venite da un posto, Schiavi d'Abruzzo, che in fatto di panorami mozza il fiato, come si suol dire. Due figli piccoli, uno addirittura neonato, e vivete in campagna. C'è qualità della vita anche lontano dal rumore e dalla vivacità dei centri abitati? Vi sentite in qualche misura anticonformisti?
"Costanza: per noi vivere in appartamento sarebbe stato impossibile, nonostante abbiamo vissuto in appartamento negli anni universitari. È una scelta sicuramente più faticosa ma appagante. Anche se fuori Montenero abbiamo i nostri vicini con cui abbiamo stretto un bel rapporto, devo dire infatti che anche le campagne sono molto abitate. Anticonformisti? Forse un pochino, anche se a parte il rapporto con la terra e la natura, il resto della giornata si svolge come in tutte le altre famiglie!".
Ci sono monteneresi convinti che il paese non abbia speranze, che continuerà a spopolarsi e impoverirsi. A chi è arrivato da poco fa questa impressione?
"Carmine: certo non dà l'impressione di una grande città sempre in via di sviluppo, probabilmente come in tutti i paesi con il centro storico questo si svuota, ma a mio avviso Montenero ha una potenzialità nella parte più nuova e nelle campagne.
Potrebbe diventare una zona residenziale a servizio della costa più industrializzata di San Salvo, Vasto. Offrendo alle persone la possibilità di vivere in un paese tranquillo, con i servizi di base necessari, come scuole di ogni ordine e grado, servizi minimi di sanità ecc... con l'aria buona e a due passi da tutte le vie di collegamento importanti".
La vivacità sociale di Montenero com'è vista da chi arriva da fuori? È un paese vivo?
"Costanza: la prima impressione non è proprio quella di un paese vivo. Frequentando poi ambienti come l'asilo, la chiesa ti rendi conto che c'è gente che partecipa attivamente alla vita sociale. Abbiamo avuto ancora poche occasioni per poter dare un giudizio vero, vista la nascita del bambino a dicembre e il freddo. Aspettiamo la primavera per poter vivere di più la nostra nuova città".