MONTENERO DI BISACCIA. La campagna elettorale non ancora inizia, ma secondo esperti di cose locali appena varcato il 2026 dovrebbero cominciare a scaldarsi i motori. Appuntamento: le comunali che si terranno in primavera, la cui data è ancora da decidere e che potrebbe risentire del referendum sulla giustizia.
La sindaca Simona Contucci e la sua squadra si accingono a festeggiare il sesto Capodanno alla guida del paese. Uno in più del normale poiché si votò a settembre 2020 causa Covid e la scadenza è stata prorogata per riallinearla con il consueto periodo primaverile.
Come arriva la prima sindaca donna di Montenero di Bisaccia alla sfida elettorale per essere riconfermata? Quella che segue è la consueta analisi di Monteneronotizie a fine anno, come sempre qualche giorno prima di quella che la stessa Contucci farà. Da parte sua un elenco di cifre, opere, euro ecc. Qui si prova a sbirciare ciò che i diretti interessati, per comprensibili motivi, vorrebbero tenere più o meno nascosto. E allora, come si arriva alle elezioni 2026? Quante liste ci saranno? Sarà una marcia trionfale dell'amministrazione uscente o ci sarà battaglia? E se si arrivasse alla sindrome petacciatese?
La leadership di Simona Contucci dopo cinque anni è fatta di luci e ombre. Ha raggiunto il suo picco nel 2021, quando la sua popolarità ha sfiorato quella raggiunta a Montenero di Bisaccia in passato solo da Nicola D'Ascanio. Detto per inciso: per popolarità si intendono anche manifestazioni di sostegno eccessive e spesso imbarazzanti. Un tempo in piazza, oggi avvengono sui social. La sindaca ne riceve tuttora, ma sono lontani i tempi dei duecento "like" nel giro di mezzora anche quando rimproverava di uscire troppo chi in realtà non usciva, ai tempi del Covid.
Volendo individuare una data quando la sua popolarità è arrivata in una fase di plateau, se non cominciato a calare, questa può essere il giugno 2022. Il consigliere comunale di minoranza Fabio De Risio rivelò il contenuto di una lettera in cui, appena insediata, la Contucci manifestava con certo entusiasmo parere favorevole al South Beach. Si trattava del mega e improbabile progetto che prevedeva una quantità di grattacieli stile New York nel tratto di spiaggia montenerese non utilizzato per fini turistici, a sud del fiume Trigno. Parere favorevole poi ritrattato e, soprattutto, negato. Finché la lettera non lo dimostrò in maniera inequivocabile. Fu l'inizio della discesa di popolarità, quanto ripida difficile dirlo ancora oggi, tuttavia. Forse meno di quanto si immagini e, negli ambienti a lei avversi, si speri.
Ben più difficile per la sindaca fu gestire la crisi dell'anno successivo, specie dopo le elezioni regionali del giugno 2023. Si spaccò la maggioranza e perse due assessori, o meglio li estromise. E fu qualcosa che arrivava dopo tre anni di apparente concordia: in realtà trapelava già da un po' che non le andasse giù la corrente facente capo all'ex sindaco, colui che le aveva passato il testimone.
Da allora la maggioranza ha avuto un solo numero di vantaggio, sette contro sei. Non è sempre stato facile gestire chi le è rimasto accanto, ma ce l'ha fatta. Certo una volta un consigliere di maggioranza ha dovuto partecipare a una seduta con la febbre, poiché se la minoranza si fosse presentata tutta (cosa poi non avvenuta), sarebbero andati sotto con i voti. Ma nel complesso la Contucci ha oggi una squadra che più fedele non potrebbe essere, da chi lo fa per devozione/ammirazione pura, a chi più pragmaticamente si tiene stretto un posto da assessore.
Le opere pubbliche. L'attuale amministrazione ha visto una quantità di denaro pubblico, sotto l'acronimo di Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), sconosciuta ai predecessori. Alcuni risultati sono già fruibili, altri in dirittura d'arrivo, qualche opera sarà probabilmente del tutto inutile. Il progetto Vicin a vu per assistere gli anziani, Spiaggia abile per rendere più a misura di disabile il mare, ristrutturazione campi da tennis e altro si possono definire opere riuscite. Ma c'è anche l'asilo nido delle contraddizioni, cambi di opinione, probabile inutilità futura e attuale clamoroso errore tecnico-urbanistico. Così come altre opere pubbliche sono oggetto di critiche, come la costruenda area fitness assolata al vecchio stadio oppure l'eccessiva densità di giochi per cani nell'area loro dedicata.
Ma come accennato, l'elenco completo delle opere e degli euro spesi lo farà la diretta interessata il 31 dicembre.
Un'estate da dimenticare. E si tratta di quella di quest'anno. Da qualcosa che si lasciava fare all'assessore alla Cultura, il cartellone estivo è diventato mission amministrativa già da molti anni. Una piazza normalmente vuota, per mille motivi, se riempita a suon di euro prelevati dalle tasche dei contribuenti monteneresi – e per una sola sera - diventa motivo di vanto per gli amministratori comunali. E così anche quest'anno si sono fatti fotografare con la cantante Serena Brancale impettiti e fieri. Manco l'avessero pagata di tasca loro e davvero regalato il suo concerto ai cittadini. Poi si è aperto il mistero su quanto costasse effettivamente quella serata. Dodici articoli di Monteneronotizie, audience delle grandi occasioni a dimostrare l'interesse verso l'argomento, ma per appurare la cifra è occorso aspettare mesi. Sessantamila euro per una serata, quaranta dei quali a carico del Comune. Cioè dei contribuenti.
Ma quella del 2025 è stata un'estate da dimenticare non solo per la Notte fucsia carica di polemiche direttamente proporzionali al suo costo. Come tralasciare l'affaire telefonata della sindaca Contucci a un cittadino, reo di averla criticata sui social. È scoppiato un caso, ventitré i nostri articoli, la mozione di sfiducia dei gruppi di minoranza che si sapeva non sarebbe passata, ma ha costretto la Contucci a rivelare pubblicamente non solo di avere l'abitudine di telefonare alla gente comune, ma di volerlo continuare a fare. Un qualcosa di inedito che ha messo i cittadini di fronte a un dilemma: se non gradisco che il sindaco mi chiami, specie dopo una critica, se ritengo che sia una scocciatura ed evitabile perdita di tempo, come faccio a fargli capire che deve lasciarmi stare?
Infine, a rendere l'estate 2025 un tonfo anziché un trionfo, la Notte nel borgo antico. Si è tenuta nella villa comunale anziché come nelle precedenti diciannove edizioni nel centro storico. Come d'altronde vuole lo stesso nome dell'evento. Un flop che ha investito in pieno la maggioranza, che nero su bianco (delibera di giunta 85) ha organizzato in collaborazione con la Pro Loco. Flop non perché sia mancata la gente, la densità di esseri umani che certifica la riuscita di una manifestazione, ma perché si sono lamentati tutti; elettori fedelissimi degli inquilini di Palazzo compresi.
Eppure da telefonata per violazione della lesa sindacalità, concerto galattico dal costo misterioso per mesi e svilimento di una tradizionale manifestazione come il Borgo antico, la Contucci è uscita malconcia, ma ancora saldamente al comando. E forse è questo che le interessa di più.
Lo scivolone sulla variante al Prg per l'asilo nido. Ed è materia di questi ultimi giorni: a Ufficio tecnico e amministratori sfugge un piccolo dettaglio, cioè che per la parte nuova di asilo nido in viale Europa occorre anche una variante al Piano regolatore. In breve, anche a causa della fretta imposta dai finanziamenti Pnrr di recente, si era convinti bastasse l'approvazione in giunta, come per una qualsiasi (o quasi) licenza edilizia. Invece occorreva intervenire sullo strumento urbanistico e lo si è capito, dalle parti del Palazzo bianco, solo dopo che il consigliere comunale di minoranza Fabio De Risio ha acceso un faro sul progetto, chiedendo lumi alla Regione. Si può credere che non servisse la variante, come ascoltato in Consiglio comunale qualche giorno fa. Si può credere che sia stato come un eccesso di zelo, un voler accontentare un avversario politico pur di zittirlo. Si può credere che esistano le auto con le ruote quadrate.
E ci si può chiedere, infine, se a un privato sarebbe stato consentito di superare i limiti di cubatura di sette punti percentuali e di non rispettare le distanze. È quello che succede con la parte nuova di asilo nido, i cui lavori dovranno cominciare necessariamente in fretta e che difficilmente potranno essere conclusi entro il termine stabilito, 30 giugno.
Verso le elezioni comunali 2026. La prima domanda da porsi è quante liste ci saranno? E per provare non a rispondere, ma a fare ipotesi, è il caso di partire dall'unica certezza: ci sarà la lista della maggioranza uscente, con candidata sindaca Simona Contucci, pronta a fare il bis. I sei rimasti al suo fianco dopo la spaccatura del 2023 dovrebbero ricandidarsi tutti o quasi. Occorrerà pertanto trovare altri sei. Dovrebbe farcela.
È viceversa parecchio più incerto lo scenario, o gli scenari, nel campo avversario. Il quale va diviso in due tronconi: la parte di maggioranza staccatasi (la corrente facente capo all'ex sindaco Nicola Travaglini) e il centrosinistra classico (progressisti, pentastellati, ma anche moderati non contucciani).
Gli avversari dell'attuale maggioranza si uniranno per formare una grande alleanza anti Contucci? È verosimile uno scenario in cui "nemici" storici sotterrino l'ascia di guerra in nome di un ideale comune, togliere lo scettro a chi lo detiene da cinque anni e, par di capire, vorrebbe continuare fino al 2036?
Da quello che trapela un'alleanza del genere sarebbe ancora in alto mare, anche se non mancherebbero ammiccamenti e contatti. D'altronde anche in Consiglio comunale gli ex di maggioranza (i travagliniani) e i componenti di minoranza votano insieme. Infine, un'antica massima vuole che le liste si facciano all'ultimo momento, per giocare sull'effetto sorpresa e impedire che gli avversari prendano le contromisure dopo aver scoperto i nomi.
E se si arrivasse a una grande alleanza anti Contucci, chi candidare come sindaco? Dall'altra parte non vi sono dubbi sul nome, ma chi dovrebbe mettersi alla testa degli sfidanti? Un nodo non facile da sciogliere, perché se è vero che non mancano i critici della Contucci, è anche vero che gli stessi esigono dall'altra parte qualcuno almeno al livello di Alcide De Gasperi e Luigi Einaudi. Detto meglio: non mi piace la Contucci, ma se devo cambiare, di fronte al rischio concreto che lei rivinca, mi cautelo dicendo che dall'altra parte il livello è basso.
Infine non manca chi paventa la manifestazione della sindrome petacciatese: alle elezioni si presenta solo la lista della maggioranza uscente. Vittoria garantita, purché raggiunto il quorum. Ma è sempre la vicina Petacciato a insegnare che, di fronte allo scenario più nemico di democrazia e rappresentanza, gli elettori si affrettano a soccorrere il carro del "vincitore" ancora di più. Ci fosse una sola lista, la Contucci sarebbe riconfermata senza problemi, anzi non ne avrebbe nemmeno nello scegliere chi mettere in lista. Ci sarebbero solo suoi fedelissimi, gente che per cinque anni non fiata di fronte al protagonismo del sindaco (ma succede ovunque così) e si accontenta di qualche avanzo sui comunicati stampa e sulle foto di propaganda social. Previo consenso del sindaco, è inteso.
Conclusione: il 2025 si conclude con lo scenario politico forse più incerto di sempre. Questo perché anche nei momenti più turbolenti, alla vigilia di alleanze fino a poco prima impossibili, si sapeva che ci sarebbe stata battaglia e contrapposizione. Adesso no o almeno non ancora. E di questo c'è una persona che beneficia e se ne compiace più di tutti: Simona Contucci.